expr:class='"loading" + data:blog.mobileClass'>

8 maggio 2013

Sull'ex Cuem, et cetera et cetera


 Dunque, in questi giorni ne ho lette veramente di ogni e sentite altrettante. Un paio di miei status su Facebook poi sono stati fraintesi - non voglio giustificarmi come Berlusconi, ma allo stato attuale delle cose ho una specie di tendinite dovuta a una postura sbagliata quando sto al computer e ogni riga mi costa parecchio dolore, probabilmente tutto ciò ha influito sulla mia capacità di farmi comprendere (e sulla voglia di rispondere). Ma adesso che sono bella gonfia di antidolorifici posso permettermi di scrivere un paio di righe su quella che era ed è la mia università, seguirò il consiglio dei lettori e cercherò di essere meno violenta del solito, più lucida e obiettiva, magari anche meno volgare. 
Primo, a me la ex Cuem non piace - vabbé che non mi piace quasi niente, direte voi. 
Ok, però la ex Cuem non mi piace sul serio, e nemmeno mi piacciono i centri sociali. Mi reputo fondamentalmente contraria al concetto di Occupazione, dato che a me l'istituzione Stato va benissimo, e mi va benissimo pure la legge, la democrazia, l'istruzione e tutto ciò che agli anarchici, giustamente, non piace. Il fatto di essere una persona così profondamente sgradevole e arrabbiata però mi permette di documentarmi presso qualsiasi gruppo politico (o antipolitico) con gli occhi ben aperti, priva come sono di preconcetti: e non perché amo tutti, ma proprio per il motivo opposto, perché diffido di tutti e sono certa che quando gli esseri umani si riuniscono e si raggruppano per scopi sociali il più delle volte facciano danni, nel migliore dei casi fanno solo pena - ma questa è la mia opinione e sono certa che molti di voi non saranno d'accordo, e di nuovo va benissimo così.
Alla ex Cuem ci lavorano persone che io stimo, che conosco poco ma che leggendo qua e là mi sembrano persone con una loro integrità, una loro morale, degli scopi e degli obiettivi più o meno condivisibili, ma che io rispetto per il solito principio del morire affinché tutti possano esprimere il loro pensiero anche se diverso dal mio e blablabla. Alla ex Cuem però ci sono anche quelli che si laureano alla triennale in filosofia in 6 anni col 92, ed è a quel punto che i genitori regalano loro un bel bilocale a Pagano, a ennemila euro al metro quadro - ci sono anche quelli, e li ho visti e sentiti con i miei occhi, che reputano giusto distrarre la signora che lavora in mensa mentre si infilano in tasca mozzarelle e prosciutto per i loro pranzi sociali. Quindi, io non credo che i ragazzi ex Cuem siano stati puniti e perseguitati perché illuminati, portatori di amore e cultura, stinchi di santo e premi Nobel dell'intelligenza e della bellezza - non lo credo proprio. La mia opinione è che la ex Cuem andasse sgomberata: in un mondo perfetto lo spazio ex Cuem sarebbe servito, che so, come libreria universitaria laica in cui comprare libri a poco prezzo - esattamente ciò che era la Cuem, tra l'altro. Non è un mondo perfetto, la libreria è stata occupata e per quanto io reputi discutibile l'attività dei ragazzi a me personalmente non hanno mai, mai dato fastidio.
Detto questo, l'invio della Celere, il sangue e le manganellate io non le commento nemmeno. C'è bisogno di farlo? Facciamolo: a Milano c'è il problema della sicurezza, o almeno, così diceva De Corato. Io non sono d'accordo con De Corato, ma è certo che i miei nonni vivono in Corvetto e non se la sentono di togliere la polizza furto, incendio e atti vandalici all'assicurazione dell'auto nonostante il prezzo sia triplicato perché il quartiere dove vivono è spaventoso, roba che c'è da aver paura ad uscire la sera portando fuori il cane, sopratutto se sei pensionato e, nel loro caso, pure invalido. Quindi, com'è che nei quartieri malfamati due anziani signori hanno paura a pisciare il cane e quando un manipolo di ragazzi (quelli bravi, e quelli meno bravi) occupano un'aula della Statale arrivano i poliziotti con le bombe a mano, i carri armati e i superpoteri? Non lo so, non sta a me rispondere.

Aborro la violenza in ogni sua forma, quindi per me l'atto di manganellate sulla gente è condannabile tout court, senza se e senza ma. Al tempo stesso però prego i ragazzi ex Cuem di non strumentalizzare la storia a nome della Statale intera - perché io, per quanto solidale nei confronti dell'accaduto, ritengo il concetto di Occupazione sbagliato a priori, e ritengo che la ex Cuem andasse sgomberata, anzi, ritengo che non avrebbero nemmeno dovuto fondarla.

Poi, un ultimo appunto. L'altro giorno ho scritto sul mio profilo Facebook questa cosa:  

i peggiori rimangono gli studentelli made in PD (e SeL) che si fingono indignati ma la verità è che si sentono troppo nel '68 e non vedono l'ora di raccontare a casa che oggi in università hanno quasi RISCHIATO DI VEDERE gli sbirri in tenuta antisommossa. 

E sono stata in seguito lapidata sulla pubblica piazza da persone che non solo non avevo interpellato, ma persone a cui nemmeno ho pensato nel momento in cui scrivevo quello status. Naturalmente mi rendo conto che un blog come il mio possa non piacere a tutti, visto che se la prende con tutti! Io non sono qui per prendere le parti di qualcuno, io sono qui per denunciare ogni ingiustizia e ogni incoerenza, a cominciare dalle mie. 
Non sono brava a rispondere a caldo, anche senza tendinite: mi faccio subito prendere dall'emozione e dico cagate, ecco perché non potrei fare politica. Però ci ho pensato, ho pensato che se uno status su Facebook e un blog vi fanno incazzare così tanto forse, dico forse, la coscienza un po' sporca su queste e centomila altre questioni ce l'avete. In altre parole, ho colto nel segno - e spero almeno che ne sia valsa la pena, ma come al solito, ai posteri l'ardua sentenza. Saluti!

2 commenti:

  1. Risposte
    1. Dopo Banderas, sei l'uomo più sexy che mi abbia mai detto questa cosa. <3

      Elimina