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24 giugno 2013

Tre giorni

(giugno) C'era una volta un mio amico, indossava una bella camicia, parlava con due ragazze. Ho pensato di ucciderle. Non le ho uccise, e dopo qualche mese lui mi ha preso la mano, io poi l'ho baciato - i bidelli portavano fuori la spazzatura.
(aprile) Il Bed & Breakfast era un ex convento. I soffitti erano alti, le pareti spoglie. Dividevamo un letto di ferro, il materasso era molle, l'Emilia taceva. Emettevo un suono con la bocca, una specie di schiocco - un rumore che rimbombava, si amplificava, si appiccicava all'intonaco. Abbiamo iniziato a ridere, alternavamo le risate a quel colpo sordo di labbra. E' stato un istante da niente, un frammento di tempo, di piccolo e scialbo, come quella stanza a venticinque euro a notte. Ho capito, profondamente e definitivamente, di amarlo come non ho mai pensato si potesse amare qualcosa, o qualcuno.

(oggi) Trecentoesessantaecinque giorni - per raccontarli ne sono bastati tre.
(e sempre) Grazie.

17 giugno 2013

Italia e le Italiane

Di questi tempi non ho tempo di fare nulla, nemmeno di suicidarmi. Ed è un peccato, lo so. Il nuovo lavoro mi assorbe completamente, e il fatto che un mese fa a quest'ora ci allacciavamo l'eskimo e adesso sudiamo dalla lingua come i cani non aiuta. E dopo anni di stoicismo "Io vado avanti a vodka lemon e sigarette e sto benissimo" ho ceduto anch'io al magico mondo delle pastigliette colorate e mi sono data alle vitamine: prendo il Multicentrum pensato ad hoc per le donne, sopratutto quando sono "sottopeso e debolucce", come ha detto la farmacista. Ovviamente non serve a nulla. In compenso costa 18 euro e le compresse sono così grosse che non sempre riesco a ingoiarle e sono costretta a berci sopra tre o quattro litri d'acqua, col risultato che al lavoro farei prima a portarmi il computer direttamente in bagno.
Poco tempo, pochissimo. Non ho davvero modo di stare dietro al blog, a fatica aggiorno la pagina Facebook e in generale non è che ultimamente sia molto attenta alla mia digital reputation che comunque si è sputtanata nel momento esatto in cui ho deciso di diventare una blogger celeberrima.

Ma siete pur sempre i miei lettori e io vi voglio bene, e vi penso sempre, semprissimo, vi penso così tanto e così profondamente che ho deciso di condividere con voi i risultati di una ricerca da me condotta. Dunque, circa un paio di settimane fa mi è venuta voglia di sapere quanti anni ha Caterina Guzzanti, ho pensato di chiederlo a Google, perché Google è buono e al contrario di Dio ha sempre le risposte che cerchi. E' così che mi sono imbattuta nei Gusti degli Italiani. E non mi riferisco ai gusti politici, letterari, di costume... No, parlo proprio dei gusti sessuali autentici. Sì, perché cercando Caterina Guzzanti tra i primi 10 risultati troviamo Caterina Guzzanti tette.

Caterina Guzzanti
Allora, posto che io la Guzzanti la trovo carinissima, non è esattamente una bomba sexy. Insomma, avessi trovato "Manuela Arcuri poppe" non è che mi sarei stupita più di tanto ma insomma... La Guzzanti, per quanto graziosa, è fondamentalmente una donna normale. Una di quelle che non ti stupiresti di trovarti accanto in metropolitana, una di quelle che ad alcuni piace, ad altri fa schifo, esattamente come noi comuni mortali nell'infinito limbo del né belle né brutte magari sì forse carine. Così ho pensato ad altre donne popolari che non sono diventate famose in quanto belle, ma in quanto "professioniste" in questo o in quell'altro ambito: sì, alcune di loro sono probabilmente diventate famose anche e sopratutto vendendo parti più o meno preziose del loro corpo, ma sempre di donne fisicamente "normali", non "canonicamente belle" stiamo parlando.

Ed ecco che cos'ho scoperto

Cominciamo con Paola Marella, conduttrice di svariati programmi su Real Time che trattano più che altro il mondo dell'immobiliare o del design d'interni. Ciuffo bianco, occhi bistrati di nero, non esattamente di primo pelo. Pare che gli italiani ne cerchino ossessivamente le gambe

Paola Marella

Ma quando si tratta di ossessioni per tutto ciò che nelle donne sta dalla vita in giù i maschi italiani non si fanno mancare niente. I piedi di Concita De Gregorio, si sa, vanno per la maggiore insieme a quelli di Daria Bignardi e di Laura Boldrini (la triade delle donne di sinistra a cui non vorrei assomigliare, né fisicamente né moralmente, nemmeno nei miei sogni più brutti), ma pare che pure i piedi di Arisa e addirittura di Maria Stella Gelmini siano oggetto delle più turpi fantasie nostrane.

Maria Stella Gelmini

Rosalba Pippa in arte Arisa


E sempre in fatto di feticismi è con Barbara D'Urso che ho ottenuto un risultato interessante. Sì, perché parte che del più grande *roione del palinsesto televisivo gli uomini non cerchino né il seno né le natiche, bensì le calze. E anche quando si parla di Daniela Santanché pare che nessuno chieda a Google "come fa ad andare a letto con Sallusti", si preferisce guardarne le cosce e, volendo, le caviglie. Raffinati i nostri connazionali, su questo non ci sono dubbi - altro che italiano medio tettecculi, fighetti! 

Barbara D'Urso

Daniela Santanché
C'è però una buona parte di popolo italiano che non si rassegna a questa tendenza un po' radicalsciscia della calza, del piede, della caviglia... Una buona parte di popolo italiano a cui, fondamentalmente, del dettaglio erotico non frega una beatissima mazza. E sono loro, sì, loro, i maschi veri per cui siamo famosi in tutto mondo a navigare il web in cerca di foto delle cosce e della scollatura di Antonella Clerici (e in fatto di scollatura non mi sento proprio di biasimarli...).

Antonella Clerici


E pare che anche Lucianina Littizzetto su internet riscuota un discreto successo! Qui però gli italiani stanno sul vago, non si espongono troppo, ma sta di fatto che al secondo posto tra le ricerche Google si trova Luciana Littizzetto hot, seguito da Luciana Littizzetto piedi (di nuovo) e Luciana Littizzetto tette (anche qui, come dar loro torto?).

Luciana Littizzetto

Cari amici, ci avviciniamo al termine di questo post dall'incredibile valenza sociale e politica, e lo ammetto, ho lasciato giusto due chicche per il gran finale. La prima mi ha stupita non poco. Tornando a monte ho cercato altre donne "di sinistra", donne che sono diventate celebri non solo per la loro bellezza, la loro simpatia, il loro carisma, la loro incontenibile voglia di vendersi, ma donne considerate normalmente "intellettuali" e sappiamo bene che in Italia gli intellettuali sono solo di sinistra - non venite a rompermi le palle con Montanelli, l'hanno già fatto in troppi. Comunque, tra un pensiero e l'altro ho cercato qualcosa su Lilli Gruber e anche qui, mi aspettavo un fiorir di piedi, caviglie, capelli e perché no bocca e invece ecco che gli italiani al primo posto mi mettono Lilli Gruber senza mutande.

Lilli Gruber
E in ultimo, ragionando sulle donne famose del palinsesto italiano non ho potuto non fare una ricerchina sulla più famosa e, immagino, potente di tutte. Giudice di X Factor, conduttrice di successo, che piaccia o che non piaccia... Simona Ventura ha le palle. E poi insomma, cercano i piedi della Gelmini... Vuoi che non buttino un occhio alle tette della Ventura? E invece no, pare che quando si tratti della Simo gli italiani abbiano in testa una sola cosa. Vi dò un indizio, citando una celebre canzone: sembra talco ma non è, serve a darti l'allegria!

Eh sì, al primo posto sulla barra di ricerca niente piedi, tette, culi, cosce e fianchi, no, per Simona... solo cocaina.

Simona Ventura... Appunto