expr:class='"loading" + data:blog.mobileClass'>

17 dicembre 2013

Recensioni non richieste (perdonami, Pif)

L'intelligenza è sexy. Infatti Woody Allen ha avuto più donne di voi. Anche il denaro e il potere sono sexy, infatti anche Silvio Berlusconi e Tony Soprano hanno avuto più donne di voi. Io però non subisco particolarmente il fascino del potere e del denaro, quindi torniamo all'intelligenza. Ritengo che al mondo esistano uomini profondamente attraenti pur non essendo canonicamente dei figoni alla George Clooney, e uno di questi si chiama Pierfrancesco, conosciuto ai più come Pif. Ho scoperto Il Testimone svariati anni fa, e come già dissi in altri post è, a mio modestissimo e volgare parere, uno dei programmi TV più intelligenti e "necessari" del palinsesto televisivo italiano. Pif mi piace perché è umile, e perché sa scavare sul fondo delle cose spiegandone gli spigoli, e lo fa sempre con spensierata dolcezza, sincera perplessità. Ritengo che Pif sia bello, coi capelli (già) bianchi e gli occhi celesti, e non mi disturba la voce nasale né quell'espressione un po' così, l'espressione di chi sembra che lo stanno per prendere a schiaffi. I suoi "documentari" mi hanno fatto piangere, ridere e crescere, e niente toglierà a Pierfrancesco un posto d'onore tra i miei uomini del cuore, a pari merito con Roberto Benigni ed Enrico Lucci (ribadisco: l'intelligenza è sexy. Per sempre. Anche quando avrete 60, 70, 80 anni. Voglio dire... Ce l'avete presente Hannibal Lecter?).


Detto questo, un paio di settimane dopo quasi un anno e mezzo di relazione io e il mio ragazzo abbiamo deciso di darci alla vita e siamo andati al cinema per la prima volta insieme, l'ho praticamente supplicato di portarmi a vedere La mafia uccide solo d'estate ed ho pagato io i biglietti. Lui mi ha comprato delle Pringles e delle caramelle, l'acqua invece l'ho portata da casa - non sono tirchia, è che a casa mia l'acqua è buona, ne ho sempre una bottiglietta in borsa.

Mi aspettavo un sacco di cose dal film di Pif. Perché vedete, nonostante i miei post, i miei status, le mie opinioni stridano con ciò che sto per dire io sono figlia della cultura di sinistra, e sopratutto io sono di sinistra. Irrimediabilmente. Ho visto e amato I cento passi, ho visto e amato tanti film di (bravi) registi italiani che non hanno problemi a poggiare il culo sulla poltrona vicino a Fazio. Avrò certamente sufficienti facoltà per criticare "quella" cultura, ma la mia playlist di Spotify parla chiaro: De André, Guccini, Caparezza e Finardi spopolano. E se Pertini (non) è il mio presidente, beh, non lo è mai stato nemmeno Andreotti. Io sono di sinistra. E infatti non so rapportarmi bene alle persone di sinistra.

Tutto questo per dire che la critica che segue non vuole essere l'ennesima, aggressiva presa di posizione contro "quella cultura", perché "quella cultura" è ciò di cui io sono inevitabilmente figlia - a 7 anni mio padre mi ha portata a vedere Moni Ovadia. Non posso dire di esserne uscita del tutto illesa, ma è certo che non posso fare di tutta l'erba un fascio e date le premesse io, cretina, dal film di Pif mi aspettavo qualcosa: mi aspettavo, appunto, I Cento Passi II che diciamolo, nonostante tutta la retorica rosso sbiadita che ci hanno voluto costruire sopra è un film davvero bello, intenso ed educativo. Migliore di tante altre stronzate che ci costringono a guardare al liceo.

La mafia uccide solo d'estate mi è costato quasi 18 euro e non mi è piaciuto per niente. Non è piaciuto nemmeno al mio ragazzo, tanto valeva li bruciassi quei soldi, avrei potuto fare un video da mettere su Youtube.

Innanzitutto l'ho trovato piatto. Dimentichiamo per un secondo che siamo a Palermo e sullo sfondo fanno saltare in aria i giudici: è la storia di un ragazzino che incarna tutti i cliché del ragazzino sfigato, diverso, fantasioso ai limiti dell'autismo. A 'sto ragazzino gli piace Andreotti, e gli piace la bella della classe (interpretata dalla superba Cristiana Capotondi. Nota sopratutto per Notte prima degli esami, Vacanze di Natale '95 e Sissi, rendiamoci conto). Naturalmente la bella della classe lo odia. Ma poi torna 10 anni dopo ed è, del tutto casualmente, l'assistente di Salvo Lima. Lo odia ancora, e molto, finché non decide di baciarlo senza dire una parola. Un attimo dopo che hanno ammazzato Falcone o Borsellino (non ricordo quale dei due). L'attimo dopo, giuro, lei sta partorendo, hanno un figlio, portano il figlio a vedere tutte le insegne dei morti di mafia e la morale è presto fatta: non dimentichiamo, non permettiamoci di dimenticare. Molto bene. Grandissimo contenuto. Sono d'accordo. Forse l'ha banalizzato un pochino.

Comunque la microstoria che va a intrecciarsi forzatamente con la stagione insanguinata e stragista degli anni '80/'90 in Sicilia. Vengono tirati in ballo Andreotti, Falcone e Borsellino, Dalla Chiesa, La Torre, eccetera eccetera. Questi personaggi non vengono quasi mai approfonditi, i più famosi compaiono sullo schermo in filmati dell'epoca, montati ad hoc per far sembrare Andreotti Satana in persona (e va benissimo, ma ritengo che i grandi personaggi oscuri della storia, per fare veramente un certo effetto e una certa impressione vadano un minimo spiegati, affrontati, compresi e fatti comprendere: non basta dire che Andreotti non si presentò al funerale di Dalla Chiesa perché secondo la celebre, già sentita frase egli "Ai funerali preferiva i battesimi") e i buoni sono buoni e basta, hanno lo stesso spessore di Babbo Natale. Offrono una brioche a un ragazzino, gli insegnano la vita in pochi minuti e trenta secondi dopo sono già cadaveri.

Insomma, il tema della mafia non è semplice, è un tema insanguinato, doloroso, che merita delicatezza, profondità e rispetto. Personalmente, ho visto un unico film in cui ci si fa beffa di un'associazione criminale, e quel film è Bastardi senza gloria, diretto da un certo Quentin Tarantino che ha, a mio modestissimo parere, raggiunto la maturità adatta per invitare il pubblico a ridere dei nazisti. E io ho riso fino a farmela sotto. Invece il film di Pif in cui Totò Riina dice parolacce in palermitano stretto, come un qualsiasi caratterista dei cinepanettoni e non sa usare il telecomando ecco non mi fa ridere, nemmeno un po', lo trovo piatto, scialbo e trattato male. Ieri sera sono andata a vedere Natale in Sicilia con gli attentati al posto delle scoregge e i comizi al posto dei rutti.

Tra le recensioni lette non ce n'è una che critichi il film di Pif, sono tutti entusiasti e vi posso assicurare che mi sto ancora chiedendo se per caso non sia io, il problema. Sono forse io a non averlo capito? Originale, scrivono. Beh questo è vero. E' originale utilizzare filmati reali di quegli anni, attaccarli a un'altra storia, montarli affinché compongano un puzzle che come ne La storia di Elsa Morante mescola i grandi eventi con quelli piccoli della gente piccola. E' originale, no originale no, è inconsueto e interessante, lo riconosco. Ma è fatto male. E' reso male. Non è commovente, non è istruttivo, è molto noioso e profondamente scontato. Il film manca di trama, di sostanza, di pathos, di approfondimento, di storia, di recitazione, di tutto. E' una lunga puntata del Testimone in cui c'è la Capotondi e Pif è incredibilmente impostato, e coi capelli tinti - perché poi diciamolo, Pif è sexy anche perché ha le rughe, e nei panni del ventenne ci sta bene come la sottoscritta in quelli di Jessica Rabbit. I palermitani emergono come un popolo superficiale e ignorante, macchiettistico, del tutto privo di consapevolezza: il dialetto è forzato, esagerato, reso sterile, ricorda Pieraccioni che ogni trenta secondi esclama Maremma! per ricordarci che è toscano, e questo deve farci ridere per forza.

Questa, la mia modestissima opinione. Poi, si tratta di Pif quindi sono sempre disposta a cambiare idea, e dovesse fare un altro film non avrei problemi a spendere altri quasi diciotto euri e concedergli una seconda possibilità. Una sola, però. Perché poche cose al mondo m'indispongono quanto andare al cinema e accorgermi di aver sprecato tempo e denaro nel guardare un film che non mi ha lasciato assolutamente niente, ma niente davvero per dire, persino le inquadrature di Palermo sono bruttine. Sembra ambientato a Baghdad. Io se fossi Siciliana (ed è una regione a cui sono profondamente affezionata) mi sentirei non dico offesa, ma molto annoiata.

Quindi non dico, non andate non spendete i soldi. Ci mancherebbe. Fatelo. Poi tornate qui e fatemi sapere se ne è valsa la pena. Se trovassi qualcuno d'accordo con me oltre al mio ragazzo ne sarei felice, sto iniziando a sospettare che la mia voglia di polemica oltrepassi la voglia di verità. No, non è vero, sto mentendo. Quel film è brutto, ma le opinioni sono comunque ben accette. Le leggerò per poi disinteressarmene.

Ciao pochi e amati lettori, scherzo. Per Natale chiederò agli Elfi rinnovata voglia di scrivere nell'anno che viene. E' stato un periodo intenso, per certi aspetti difficile. Confido nelle Ferie.

Un abbraccio.


3 commenti:

  1. L'ho visto stasera, dopo averlo perso al film festival a Torino e essermene dimenticato per un po'.
    Tua stessa impressione, se non ancora peggio.
    Banalità allo stato puro, per niente brillante, assimilabile per recitazione e sceneggiatura a qualsiasi commediola alla Cortellesi o alla Raul Bova...
    E sono certo di questa impressione, per quanto sia circondato di amici che ne abbiano tessuto a suo tempo le lodi, tant'è che anche io mi sono chiesto se non fossi io il problema. Ma no. Non lo siamo, più ripenso al film, più mi ricordo di quanto mi sia annoiato, guardando incredulo la mia ragazza che - per fortuna - era ancora più basita...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Michele, a distanza di mesi tutto questo continua a consolarmi moltissimo. Tra l'altro adesso che è testimonial TIM inizia a infastidirmi anche umanamente, ma forse sono io che sono troppo drastica. Grazie per essere passato ;)

      Elimina
  2. Non sei drastica, il film è brutto, come testimonial di TIM è insopportabile e a Sanremo Festival, ha toppato osando il nulla e giocando la vecchia carta del finto tonto che vuol essere simpatico per forza a tutti. Lo so, c'è di peggio in circolazione, ma anche di molto meglio. Un saluto

    RispondiElimina