"Lui le piaceva perché aveva occhi come biglie di vetro e la faceva ridere - perché sembrava comprenderla nei suoi lati più sbagliati, nelle sue psicosi più atroci, lui sapeva che era manipolabile, spaventata, insicura, eppure non intendeva approfittarsene.
Lui le piaceva perché la faceva sentire bella e pulita, normale, le piaceva perché non la compativa ma la rispettava nelle sue storie più brutte, nei suoi trascorsi più torbidi - le piaceva perché l'ascoltava parlare e si commuoveva, perché la guardava studiare e lei fingeva di non accorgersene.
Lui le piaceva perché la baciava come si baciano i ragazzini, all'improvviso e in mezzo alla strada, tra le facce indifferenti della gente - perché la toccava ed era dolce, la toccava e non sbagliava mai.
Le piaceva perché era buono, e lei era una di quelle persone che alla bontà incondizionata del mondo e del genere umano aveva smesso di credere - era buono con lei più di quanto lei lo fosse mai stata con se stessa.
Le piaceva perché si accorgeva di cose che lei cercava di celare esibendole, le cicatrici e i gesti, i morsi della fame e del senso di colpa, le palpebre arrossate, le ossa sporgenti - le piaceva perché con occhi come biglie di vetro la guardava, la vedeva, e con le mani le prendeva le mani e non diceva niente, bastava a se stesso e le piacevano i suoi silenzi, i sorrisi a denti stretti, le ciglia lunghe.
Lui le piaceva perché gli era grata di molto, moltissimo - dei chili ripresi con la forza dell'aver riempito almeno un po' quel vuoto quella solitudine quella paura quell'incapacità di dare e di prendere quell'inadeguatezza quell'arrendevolezza quell'ansia feroce del considerare ogni gesto fosse anche il più banale come un regalo immeritato un premio alla persona sbagliata.
Lui le piaceva perché era Lui, perché era vero, perché era lì.
Lui le piaceva e basta, le piaceva tantissimo."
BVC, Cose che non interessano a nessuno, edito Allanimadeli 2012.
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4 luglio 2012
13 maggio 2012
Festa della mamma
Signora G. A te, che mi hai cresciuta non come una madre, ma come una nonna, perché è ciò che sei; a te che mi hai insegnato a giocare coi tuoi foulards di seta, che mi hai accompagnata all'asilo e poi a scuola, che ogni mattina mi preparavi il latte col cacao, che mi hai insegnato l'amore per gli animali, per la lettura, a te che hai un po' più di settantacinque anni, leggi questo blog e stai su Facebook, a te che viaggi, che sorridi, che non ti arrendi mai, che sei forte e deliziosa e un orgoglio da mostrare alle amiche, a te che sei una nonna che mi ha fatto da mamma ma sei sempre rimasta una nonna, a te...auguri, auguri di tutto cuore.
Signorina G. A te, che sei la mia 'nuova mamma', la donna che vorrei diventare un giorno; che sei bella, elegante, sorridente, intelligente, a te che mi stai insegnando lentamente ma con costanza l'arte del desiderare, del volere di più, a te che mi critichi sempre, mi regali vestiti per farmi più bella, mi hai concesso di viaggiare e vedere il mondo, a te che ti prendi cura di me come nessun altro ha mai fatto, che credi in me e sopratutto credi nel mio futuro e nelle mie scelte, a te che sei arrivata da poco nella mia vita ma che subito ti sei fatta amare, a te che mi hai dato quello che nessun'altra è riuscita a darmi...auguri, auguri di tutto cuore.
Signora M. A te, che sei la mamma del mio migliore amico e da due estati mi ospiti in casa tua, mi prepari il caffé la mattina e mi costringi a servirmi una seconda volta di tutto ciò che prepari, a te che sei la madre che vorrei essere io, intelligente, dolce, presente, che ama incondizionatamente chi ha messo al mondo; a te che hai due figli e li hai educati così bene che non dico palle se dico che sono due tra le persone che preferisco al mondo, a te che sei distante ma sei sempre nel mio cuore, a te che se ti penso mi commuovo e mi vien da dire 'vorrei fosse anche la mia mamma', a te che sei una donna meravigliosa e io ti devo tantissimo...auguri, auguri di tutto cuore.
Signor M. A te che sei un uomo, sei mio padre, e ci hai provato a farmi da mamma con la tua posta del cuore un po' goffa, che per me hai fatto qualsiasi cosa e la faresti ancora, che mi hai comprato di recente un vestito blu così bello che nessuna donna avrebbe saputo sceglierlo meglio, a te che sei tutta la mia vita da sempre, e lo sai, l'uomo che più di ogni altro mi ha reso innamorata e fiduciosa del vostro sesso, a te che sei il mio papà ma che sei stato tutto...mamma, amico, fratello, nemico e compagno di giochi, a te auguri, auguri di tutto cuore.
Signora E. A te che non ci sei, non ci sei mai stata, non conosco la mimica del tuo viso o la forza della tua voce, so che avevi le ossa sottili, gli occhi luminosi, il carattere bisbetico; a te che mi hai messa al mondo e sei rimasta, anche se te ne sei andata, sei rimasta quà dentro dove vivono le cose più preziose, a te che vivi nei miei mondi nei sogni più profondi, che mi guardi sorridendo da una fotografia e mi parli nella notte con una voce ruvida che somiglia alla mia, a te che eri e sei e sarai sempre la mia mamma che non c'è stata ma che è parte di me, a te, ovunque tu sia...auguri, auguri di tutto cuore.
Signorina G. A te, che sei la mia 'nuova mamma', la donna che vorrei diventare un giorno; che sei bella, elegante, sorridente, intelligente, a te che mi stai insegnando lentamente ma con costanza l'arte del desiderare, del volere di più, a te che mi critichi sempre, mi regali vestiti per farmi più bella, mi hai concesso di viaggiare e vedere il mondo, a te che ti prendi cura di me come nessun altro ha mai fatto, che credi in me e sopratutto credi nel mio futuro e nelle mie scelte, a te che sei arrivata da poco nella mia vita ma che subito ti sei fatta amare, a te che mi hai dato quello che nessun'altra è riuscita a darmi...auguri, auguri di tutto cuore.
Signora M. A te, che sei la mamma del mio migliore amico e da due estati mi ospiti in casa tua, mi prepari il caffé la mattina e mi costringi a servirmi una seconda volta di tutto ciò che prepari, a te che sei la madre che vorrei essere io, intelligente, dolce, presente, che ama incondizionatamente chi ha messo al mondo; a te che hai due figli e li hai educati così bene che non dico palle se dico che sono due tra le persone che preferisco al mondo, a te che sei distante ma sei sempre nel mio cuore, a te che se ti penso mi commuovo e mi vien da dire 'vorrei fosse anche la mia mamma', a te che sei una donna meravigliosa e io ti devo tantissimo...auguri, auguri di tutto cuore.
Signor M. A te che sei un uomo, sei mio padre, e ci hai provato a farmi da mamma con la tua posta del cuore un po' goffa, che per me hai fatto qualsiasi cosa e la faresti ancora, che mi hai comprato di recente un vestito blu così bello che nessuna donna avrebbe saputo sceglierlo meglio, a te che sei tutta la mia vita da sempre, e lo sai, l'uomo che più di ogni altro mi ha reso innamorata e fiduciosa del vostro sesso, a te che sei il mio papà ma che sei stato tutto...mamma, amico, fratello, nemico e compagno di giochi, a te auguri, auguri di tutto cuore.
Signora E. A te che non ci sei, non ci sei mai stata, non conosco la mimica del tuo viso o la forza della tua voce, so che avevi le ossa sottili, gli occhi luminosi, il carattere bisbetico; a te che mi hai messa al mondo e sei rimasta, anche se te ne sei andata, sei rimasta quà dentro dove vivono le cose più preziose, a te che vivi nei miei mondi nei sogni più profondi, che mi guardi sorridendo da una fotografia e mi parli nella notte con una voce ruvida che somiglia alla mia, a te che eri e sei e sarai sempre la mia mamma che non c'è stata ma che è parte di me, a te, ovunque tu sia...auguri, auguri di tutto cuore.
25 febbraio 2012
Anche se non ci sei, io mi giro a cercarti
A Harry si erano addormentate braccia e gambe. Rimase immobile, con il foglio miracoloso tra le dita insensibili, mentre una sorta di tranquilla eruzione interiore lo inondava di gioia e dolore in pari misura. Barcollò fino al letto e si sedette. Rilesse la lettera, ma non riuscì a coglierne più il senso della prima volta,e si ridusse a fissare la grafia. Lei scriveva le G proprio come lui: le cercò tutte, parola per parola, e ciascuna gli parve un amichevole saluto scorto attraverso un velo. Era un cimelio incredibile, la prova che Lily Potter era esistita, esistita davvero, e che la sua mano calda un tempo si era mossa su quella pergamena, tracciando con l'inchiostro quelle lettere, quelle parole, parole su di lui, Harry, suo figlio.
Si asciugò gli occhi con impazienza e rilesse la lettera, questa volta concentrandosi sul significato. Era come ascoltare una voce che ci si ricorda solo in modo vago.
(J. K. Rowling, Harry Potter e i doni della morte)
Alcuni probabilmente penseranno che è sciocco commemorarti su un blog, altri sosterranno che è patetico che io lo faccia con le parole della Rowling, righe incomprensibili forse per chiunque non sia un accanito sostenitore di Harry Potter e della sua lotta contro i demoni, demoni che infestano l'anima e ci suggeriscono di diventare cattivi perché avremmo tutte le ragioni per farlo - credo sia questa la vera guerra di Harry, credo sia questo il senso ultimo della favola in sette volumi che mi ha accompagnata nella crescita e sta continuando a farlo.
Ho letto un numero incalcolabile di libri nella mia giovane vita: romanzi russi d'un migliaio di pagine, Grandi Classici, scritture sperimentali, saggistica contorta e poemi in endecasillabi, ma in nessuno di essi ho trovato niente di più adatto da pubblicare, ricopiare e rileggere in questo giorno, in questa data, e pensando a te - che non sei più corpo, non sei materia, atomi, molecole, a te che sei andata, svanita nell'aria e nella terra, impalpabile eppure presente in me, in quella carne soffice tra la pancia ed il cuore.
Harry capirebbe, J.K. Rowling capirebbe.
Buon compleanno, ovunque tu sia.
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