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25 aprile 2013

Dottore, chiami un dottore


La classe non è acqua.



Lo so, lo so che stiamo parlando di una triennale in Lettere Moderne, mica di un master a Chicago come Giannino. Lo so, lo so che le foto in abito bello, spumante, fiori, corone e cappellini sono nauseanti. Lo so, lo so che la strada è lunga per arrivare a essere, un giorno, un'insegnante delle medie sottopagata e con i calli ai piedi. So tutto, ed è proprio perché penso di sapere tutto che io da sola non ce l'avrei mai fatta: no, non ce l'avrei mai fatta a essere dottoressa, a vivere una giornata come quella di ieri se non avessi accanto una banda di parenti, amici e sopratutto amore a ricordarmi che lo posso fare, che non c'è niente che io non possa fare. Volevo nominarli tutti, e credo non ne nominerò nessuno: credo mi limiterò a dire grazie, perché è solo merito delle persone (tante, e tutte splendide) che ho vicino che sono riuscita ad essere quella che sono, è solo per loro che sono, per una volta, disgustosamente felice. 

Grazie, grazie di cuore dalla dottoressa più fortunata del mondo che non saprà mai, mai come sdebitarsi - perché io sono tante cose, ma non credo riuscirò mai a essere un'amica così meravigliosa come lo siete voi per me. Anche se, lo giuro, farò di tutto per riuscirci - dopotutto sono laureata.

26 dicembre 2012

Bilancio Natalizio




Cari amici, in questo giorno gioioso noto con piacere che non mi è arrivata nessuna mail Natalizia di scuse, richieste imploranti e manifestazioni d'amore drammatico. Ne sono lieta, perché visto l'andazzo di questo 2012 ne aspettavo almeno due, più altre che aspetto da anni, ma tant'è.
Meglio così, non avrei avuto voglia di rispondervi.
E dopo queste poche frasi saccenti e rancorose vi saluto,
augurandovi buone feste
Vanna

E poco altro, direi. Due chili tutti accumulati sui fianchi, una serie infinita di carta da pacchi da conservare (buttarla scoccia!) e il mio piccolo cuore verde di Grinch gonfio di quella sensazione che non stenterei a chiamare amore: per la mia famiglia, ognuno a modo suo - e le amiche, sempre scintillanti - e Daniele che disperatamente cerca di dimostrarmi che no, non è un uomo come tutti gli altri ma un uomo coi controc* - e per gli amici di sempre e al loro amore per Gesù (auguri!) - e per i colleghi quando già un po' ti mancano.
Amore e basta, pulito e bello, grato e gioioso.

Natale 2012, non sei tra i peggiori di sempre.
Ma questo non migliora le cose, odiare il Natale è un istinto, una cosa a cui non ci si può sottrarre, e l'anno prossimo a partire dal I dicembre io vi megaodierò tutti, proprio come il dottor Cox.

29 ottobre 2012

Quando nasce un ammore...

sottotitolo: quando nasce un ammore ti metti a dare titoli imbarazzanti ai tuoi post.

Lo dicevo che avremmo avuto modo di parlarne, no?

Volevo scrivere un post di quelli belli, di quelli pensati, riletti, assaggiati tra le pieghe della bocca.
Volevo scrivere un post intenso, serio, interessante - la verità è che non ci sono riuscita, allora per una volta una soltanto lascio che scrivere sia un po' come vomitare, e Dio sa quanto suona di sinistra questa mia ultima affermazione.
Pensavo che era da tanto, tanto tempo che non sentivo quella sensazione che è come passare le narici su qualcosa di perfettamente pulito, senza macchie, senza colpe.
Parlerò chiaro: a maggio sono stata brutalmente e orrendamente lasciata dopo una storia (ma lo era davvero?) di un anno e mezzo. Non entrerò nel dettaglio perché forse l'ho già fatto troppe volte, in altre sedi, ma sta di fatto che sono stata male - e quella storia che era sbagliata, immatura e dolorosa è finita così, nella merda, nello stesso modo in cui è iniziata: parlando poco e male, sputandosi addosso il rancore, ed è stata una storia triste, umile ma vera.
Io l'ho provato l'amore quello pulito, è passato del tempo ma l'ho provato - l'ho avuta anch'io una storia d'amore importante e bella, dall'inizio alla fine. E' durata anni ed è stato amore ogni giorno, l'amore che fa ridere, che fa desiderare, che fa progettare e crescere, io lo so che cos'è e lo rivoglio, lo volevo anche in primavera quando il mondo sembrava disfarsi al tocco delle mie dita e la realtà era come un brutto film, i contorni delle cose appannati, i rumori del mondo taglienti.
Io credo di essere capitata senza volerlo in un altro amore che è appena nato e che ha tutte le carte in regola per essere qualcosa di grosso, qualcosa che cambia una vita.
E' un amore appena nato ma dalle braccia forti, braccia che si stringono nel freddo, ed è nato per caso in un giorno di giugno e a volte mi guardo indietro e penso che sia nato prima - forse a febbraio quando abbiamo fatto tintinnare i bicchieri e c'era lui all'altro capo del tavolo e io non lo volevo, e infatti quella serata finì in lacrime e sangue e io che di nuovo mi sentivo quella che si era comportata come una troia.
Mi guardo indietro e ricordo i sogni, i desideri, quel bisogno di sentirmi stimata, apprezzata da te perché credevo, ero sicura che saremmo potuti essere buoni amici.
Buoni amici lo siamo stati - tu sei stato l'amico migliore quando era maggio e io stavo male, tu mi facevi ridere quando nessun altro riusciva, tu mi facevi venire voglia di parlare, di espormi.
E' durata poco la nostra amicizia, perché un giorno ci siamo guardati e il resto è venuto da solo - ricordo le nostre mani timide nello stringersi di nascosto da tutti, e la goffaggine di chi taglierebbe la testa alle parole con un bacio di quelli guzzi, ed effettivamente così è stato, un bacio guzzo tra la spazzatura e l'università, il mio ritardo di mezz'ora sul lavoro e le tue ciglia lunghe e belle che vibravano, occhi verde bottiglia incastrati nei miei che sono pozzi di perplessità.
E' arrivato da solo il resto, spezzettato nei mesi che passavano lenti e torridi, e ha percorso i primi viali cosparsi di foglie morte in questo autunno timido, e sta conoscendo i freddi, il buio, e arriverà l'inverno a farci da scenografia - l'inverno è un generale dalla storia triste, quasi non lo temo più: a ben guardarlo è un cattivo di quelli che fanno compassione, condannato per sempre a essere sé stesso, l'inverno è un generale che ha alle spalle tutti i dolori del mondo.
Abbiamo fatto la nostra prima gita d'amore e forse serviva l'uragano Cassandra e il mare tempestoso di Trieste a farcelo capire - già lo sapevamo, forse?
Che il nostro è forse un amore appena nato, un amore che cammina per le strade di una città nuova, che ride delle mie battute e anche delle tue, che entra silenzioso in chiesa, che ripara dalla pioggia, che ti tiene per un braccio mentre rischi di cadere - un amore di quelli banali, melensi, senza pretese, di chi è convinto di non meritarsi nulla e proprio per questo ha rispetto dei regali della sorte.
Un amore normale, tiepido e bello, che non insegna niente a nessuno.
E' un amore appena nato, ma certamente è amore.