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19 dicembre 2012

Cinquanta buone ragioni per auspicare la fine del mondo

La birra analcolica - la pasta liscia - il papa su Twitter - la faccia di Gasparri - la vecchietta sul treno che mi disse con aria complice "attenta signorina, dietro di lei c'è un estracomunitario" - chi non sa usare l'apostrofo - gli egocentrici - i timidi che ce l'hanno con gli egocentrici - Monica Bellucci - chi abbandona gli animali - chi maltratta gli animali - chi se la prende con chi maltratta gli animali e poi è sgradevole con la gente - i cattocomunisti - i fasciocomunisti - i nazifascisti - gli anarconazisti - eccetera eccetera eccetera - i libri di Nicholas Sparks - il Natale - il presepe - le Madonne che piangono sangue e la gente che ci crede - Paolo Brosio - l'IMU - la segreteria della Statale - le persone in attesa nella segreteria della Statale - la Statale - e in generale le persone - i no TAV - Teletu - i collant incastrati tra le chiappe - il mio ex - chi non ha mai visto Scrubs - chi non ha mai letto Harry Potter - e a tal proposito, la morte di Albus Silente e quella di Severus Piton - il fatto che Harry chiami suo figlio Albus Severus Potter - i cinepanettoni - chi ride dei cinepanettoni - Massimo Boldi - il doppiomento di Massimo Boldi - la faccia viscida di Ezio Greggio - le persone sudate in metropolitana - Trenord - chi ha votato Berlusconi - i libri di Daria Bignardi - la rubrica su Vanity Fair di Daria Bignardi - ma anche quella di Fiamma Satta - la cellulite - i baffi delle donne, sopratutto i miei - andare a dormire senza struccarsi - i preservativi ritardanti - i preservativi alla frutta - i telegiornali quando parlano del "popolo di internet" - il popolo di internet - i centri sociali - Casa Pound - la cultura ostentata e sputata in faccia, esibita come un pene eretto - gli addii - la morte - le camicie a maniche corte - gli insetti - chi parla sempre perché non ha niente da dire - chi sta sempre zitto perché non ha niente da dire - Chiara Ferragni - l'omofobia - la xenofobia - la misoginia - e quelle donne che ti fanno venire voglia di essere un uomo che picchia le donne - gli uomini che picchiano le donne - il post sbronza - Nicole Minetti - il film porno di Sara Tommasi - ma anche quello di Belèn Rodriguez - spezzare un cuore - farsi spezzare il cuore - i sensi di colpa - i sottaceti della LIDL - le barzellette del Cucciolone - i leggins usati come pantaloni - i luna park - i multisala - C'è Posta Per Te - Andreotti - tornare a casa e scoprire che il tuo cane ha avuto la bella idea di pisciare ovunque - Farmville e tutte le varie richieste di giochi e applicazioni su Facebook - il reggiseno che si slaccia nel momento sbagliato - l'unità di misura dei parrucchieri - la sigaretta elettronica - Emanuele Filiberto e Pupo a Sanremo - Beppe Grillo - l'elettore medio di Beppe Grillo - chi non può fare a meno di citare Oscar Wilde - chi non ha senso dell'umorismo - il freddo - la rucola incastrata tra i denti - e la carta igienica attaccata alle scarpe quando si esce da un bagno pubblico - chi abusa della parola "rispetto" - i luoghi comuni da bar di periferia sulle rosse puttane, le voglie sessuali delle suore, gli zingari che rubano i bambini - e tutte le piccolezze e le meschinità e gli arrivismi e le prepotenze e le cattiverie di un'umanità che meriterebbe di sparire nello stesso modo in cui viene al mondo: tra gli escrementi, le urla e il sangue.

27 agosto 2012

Di ritorno

"Casa è quel posto che, quando ci torni, non vogliono più che tu te ne vada". 
Stephen King

Vacanze finite, e forse era anche il caso - non che mi facesse schifo starmene a crogiolare al sole tra la sabbia ruvida della Sardegna e poi quella soffice della Sicilia, non che mi facesse schifo bere birra e mangiare arancini tra i rumori più dolci delle sere d'estate, non che mi facesse schifo guardare i fuochi d'artificio a Ferragosto o salire in macchina alla volta di Marina di Ragusa nell'aria arida e profumata delle strade siciliane, ma tornare era necessario e, devo dire, anche desiderato.
Belle vacanze, bellissime, più belle forse di quanto mi sarei potuta immaginare.
Il mare, la spiaggia, gli amici, le colazioni da campione, le cene in famiglia, la pelle abbronzata, il sole, l'odore di crema, il traghetto, gli aerei, Cosmopolitan, i lunghi discorsi sulla sabbia al tramonto con vecchi amici ogni giorno nuovi, e le nottate insonni a raccontarsi sogni erotici e psicologie spicciole, consolare una sorella minore a suon di parolacce e farla ridere, gli sms e la nostalgia che bruciava come fuoco, e la mia ultima sera di vacanza in cui finalmente ho detto tutto ciò che avevo da dire e ricevuto un abbraccio che ha raccontato amarezze nel silenzio, gli amici siciliani che presto saranno qui, e due settimane lontana da tutto: dagli stress, dai libri, dal lavoro, dalla lavatrice da cambiare, dal dolore costante di ogni giorno, dalle paure e dai compromessi che ottengo sudando con la mia stessa vita.

Tornare e riprendere in mano le cose in sospeso, coi fianchi più larghi e la pelle più bella, il viso rilassato dei ventitre anni che fatico a sentire, rivederti e scoprirti ancora più straordinario di quanto ricordassi, il mio cane che sa sorridere, il vento che muove le foglie in quello che rimane il mio giardino, la mia casa e le mie cose, ninnoli e braccialetti, libri da leggere, liste da stilare.
Tornare e, di nuovo, scrivere un post senza badare alla forma, di fretta, per farvi sapere che sono ancora qui - e che tra i progetti dell'autunno c'è quello di rendere a questo blog un po' più di giustizia, curarlo meglio, maturarlo anche un po', applicarmici con leggerezza e impegno ogni giorno, pensarlo e volergli bene, per me e per ogni lettore distratto che passa di qui.
E i progetti, le paure, gli esami da preparare, le tesi da scrivere, i lavoretti della domenica, uno stage che spero inizi il prima possibile - aspettare settembre che è il mese più faticoso e magico dell'anno, che sia il settembre della svolta che da anni attendo, un lunedì di trenta giorni in cui organizzarsi l'esistenza, illudersi ancora che tutto possa cambiare, e per una volta, una soltanto, in meglio.