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19 dicembre 2012
Cinquanta buone ragioni per auspicare la fine del mondo
La birra analcolica - la pasta liscia - il papa su Twitter - la faccia di Gasparri - la vecchietta sul treno che mi disse con aria complice "attenta signorina, dietro di lei c'è un estracomunitario" - chi non sa usare l'apostrofo - gli egocentrici - i timidi che ce l'hanno con gli egocentrici - Monica Bellucci - chi abbandona gli animali - chi maltratta gli animali - chi se la prende con chi maltratta gli animali e poi è sgradevole con la gente - i cattocomunisti - i fasciocomunisti - i nazifascisti - gli anarconazisti - eccetera eccetera eccetera - i libri di Nicholas Sparks - il Natale - il presepe - le Madonne che piangono sangue e la gente che ci crede - Paolo Brosio - l'IMU - la segreteria della Statale - le persone in attesa nella segreteria della Statale - la Statale - e in generale le persone - i no TAV - Teletu - i collant incastrati tra le chiappe - il mio ex - chi non ha mai visto Scrubs - chi non ha mai letto Harry Potter - e a tal proposito, la morte di Albus Silente e quella di Severus Piton - il fatto che Harry chiami suo figlio Albus Severus Potter - i cinepanettoni - chi ride dei cinepanettoni - Massimo Boldi - il doppiomento di Massimo Boldi - la faccia viscida di Ezio Greggio - le persone sudate in metropolitana - Trenord - chi ha votato Berlusconi - i libri di Daria Bignardi - la rubrica su Vanity Fair di Daria Bignardi - ma anche quella di Fiamma Satta - la cellulite - i baffi delle donne, sopratutto i miei - andare a dormire senza struccarsi - i preservativi ritardanti - i preservativi alla frutta - i telegiornali quando parlano del "popolo di internet" - il popolo di internet - i centri sociali - Casa Pound - la cultura ostentata e sputata in faccia, esibita come un pene eretto - gli addii - la morte - le camicie a maniche corte - gli insetti - chi parla sempre perché non ha niente da dire - chi sta sempre zitto perché non ha niente da dire - Chiara Ferragni - l'omofobia - la xenofobia - la misoginia - e quelle donne che ti fanno venire voglia di essere un uomo che picchia le donne - gli uomini che picchiano le donne - il post sbronza - Nicole Minetti - il film porno di Sara Tommasi - ma anche quello di Belèn Rodriguez - spezzare un cuore - farsi spezzare il cuore - i sensi di colpa - i sottaceti della LIDL - le barzellette del Cucciolone - i leggins usati come pantaloni - i luna park - i multisala - C'è Posta Per Te - Andreotti - tornare a casa e scoprire che il tuo cane ha avuto la bella idea di pisciare ovunque - Farmville e tutte le varie richieste di giochi e applicazioni su Facebook - il reggiseno che si slaccia nel momento sbagliato - l'unità di misura dei parrucchieri - la sigaretta elettronica - Emanuele Filiberto e Pupo a Sanremo - Beppe Grillo - l'elettore medio di Beppe Grillo - chi non può fare a meno di citare Oscar Wilde - chi non ha senso dell'umorismo - il freddo - la rucola incastrata tra i denti - e la carta igienica attaccata alle scarpe quando si esce da un bagno pubblico - chi abusa della parola "rispetto" - i luoghi comuni da bar di periferia sulle rosse puttane, le voglie sessuali delle suore, gli zingari che rubano i bambini - e tutte le piccolezze e le meschinità e gli arrivismi e le prepotenze e le cattiverie di un'umanità che meriterebbe di sparire nello stesso modo in cui viene al mondo: tra gli escrementi, le urla e il sangue.
31 luglio 2012
Light my fire
Una cosa l'ho capita, una soltanto - che gli esseri umani sono divisi in due grandi categorie che concernono il rapporto che si ha con l'oggetto più diffuso e sottovalutato del mondo: l'accendino.
Sì, è il 'rapporto con l'accendino' a dividerci in due immense famiglie che non s'incontreranno mai.
I primi sono i Possessori Affezionati, quelli che comprano un accendino carino, particolare (informazione di servizio: si vedano in qualsiasi tabaccaio ben fornito quelli con i disegni di Manara), o addirittura costoso ed elegante tipo uno zippo d'argento, e lo usano fino alla fine del ciclo di vita.
Un unico accendino, per tre mesi o per sempre, che tengono ben stretto al cuore (e alla tasca), prestandolo di malavoglia ai presenti e continuando a osservarlo con attenzione affinché non venga perduto o peggio, rubato (fate caso, di solito il Possessore Affezionato preferisce accendere le sigarette altrui con le proprie mani, simulando una gentilezza che ha il solo scopo di difendersi da eventuali furti).
Ho visto coi miei occhi persone in evidente stato d'alterazione fisica (leggasi: visibilmente ubriache) affannarsi nella ricerca paranoica del proprio accendino e rovinare la serata a tutti finché non viene ritrovato o dato per perso, disperatamente perso, come fosse un portafogli o un cellulare.
Loro sono i pragmatici, i precisi, quelli con le palle quadre, fedeli a se stessi e coerenti.
La seconda categoria è quella dei Possessori Casuali che raramente hanno tra le mani lo stesso accendino per due giorni di seguito: gli accendini loro li perdono, li abbandonano, li regalano e, sopratutto, li rubano.
Un imperativo categorico ordina di prendere l'accendino che qualcuno ci presta, infilarlo in tasca distrattamente, farlo nostro - è un gesto orribile, sporco, di cui poi ci vergognamo tantissimo...se scoperti.
E veniamo scoperti, sempre, dal Possessore Affezionato che di solito è 1 ogni 4 fumatori, e che ci odia: fosse anche un fratello, un amico, un fidanzato lui in quel momento e solo in quel momento ci odia, potesse userebbe l'amato accendino per darci fuoco.
Invece, nel caso di Possessore Casuale vs Possessore Casuale è tutto un grande scambiarsi, prestarsi, regalarsi accendini allegramente: provateci, provate a uscire, come nel mio caso, in rapporto 1PAffez più 3PCasual e guardarvi reciprocamente nelle tasche a fine serata.
Il PCasual1 si sarà impossessato dell'accendino del PCasual2, e vicecersa.
Il PCasual3 avrà perso il suo accendino, avrà rubato un paio di quelli altrui e ne avrà scoperto un altro, dimenticato, nella più piccola tasca della borsa.
Noi siamo i creativi, gli schizzati, i fantasiosi, i propositivi - noi siamo, diciamolo, i simpaticoni della compagnia.
Io, come già avete dedotto, appartengo alla categoria del Possessore Casuale, e se esistessero delle Olimpiadi per la promiscuità tra donna e accendini io forse le vincerei.
Li ho contati, sono dodici e non ho assolutamente idea da dove provengano.
So però di aver acceso la prima sigaretta della giornata con un accendino verde fluo, piccolo e con la rotellina, e di star per accendere l'ultima con un Bic di quelli grassi, di colore blu.
So che se adesso volessi cimentarmi nell'impresa titanica di svuotare le tasche di tutte le giacche, di tutti i pantaloni e di tutte le borse che posseggo vi troverei almeno altri cinque o sei accendini.
So, infine, che se Dio esiste appartiene alla prima categoria, dal momento che circa tre mesi fa ho subito la peggiore tra le violenze dell'anima: mi è stata rubata la borsa.
Ho perso il portafogli, il cellulare e la macchina fotografica nel giro di una serata, e quando il giorno dopo sono andata a riprendermi la borsa dentro vi ho trovato solo un misero accendino che nemmeno sapevo di avere, ed è la prova che se Dio esiste non solo è un attivista Possessore Affezionato, ma ha anche un pessimo senso dell'umorismo.
Sì, è il 'rapporto con l'accendino' a dividerci in due immense famiglie che non s'incontreranno mai.
I primi sono i Possessori Affezionati, quelli che comprano un accendino carino, particolare (informazione di servizio: si vedano in qualsiasi tabaccaio ben fornito quelli con i disegni di Manara), o addirittura costoso ed elegante tipo uno zippo d'argento, e lo usano fino alla fine del ciclo di vita.
Un unico accendino, per tre mesi o per sempre, che tengono ben stretto al cuore (e alla tasca), prestandolo di malavoglia ai presenti e continuando a osservarlo con attenzione affinché non venga perduto o peggio, rubato (fate caso, di solito il Possessore Affezionato preferisce accendere le sigarette altrui con le proprie mani, simulando una gentilezza che ha il solo scopo di difendersi da eventuali furti).
Ho visto coi miei occhi persone in evidente stato d'alterazione fisica (leggasi: visibilmente ubriache) affannarsi nella ricerca paranoica del proprio accendino e rovinare la serata a tutti finché non viene ritrovato o dato per perso, disperatamente perso, come fosse un portafogli o un cellulare.
Loro sono i pragmatici, i precisi, quelli con le palle quadre, fedeli a se stessi e coerenti.
La seconda categoria è quella dei Possessori Casuali che raramente hanno tra le mani lo stesso accendino per due giorni di seguito: gli accendini loro li perdono, li abbandonano, li regalano e, sopratutto, li rubano.
Un imperativo categorico ordina di prendere l'accendino che qualcuno ci presta, infilarlo in tasca distrattamente, farlo nostro - è un gesto orribile, sporco, di cui poi ci vergognamo tantissimo...se scoperti.
E veniamo scoperti, sempre, dal Possessore Affezionato che di solito è 1 ogni 4 fumatori, e che ci odia: fosse anche un fratello, un amico, un fidanzato lui in quel momento e solo in quel momento ci odia, potesse userebbe l'amato accendino per darci fuoco.
Invece, nel caso di Possessore Casuale vs Possessore Casuale è tutto un grande scambiarsi, prestarsi, regalarsi accendini allegramente: provateci, provate a uscire, come nel mio caso, in rapporto 1PAffez più 3PCasual e guardarvi reciprocamente nelle tasche a fine serata.
Il PCasual1 si sarà impossessato dell'accendino del PCasual2, e vicecersa.
Il PCasual3 avrà perso il suo accendino, avrà rubato un paio di quelli altrui e ne avrà scoperto un altro, dimenticato, nella più piccola tasca della borsa.
Noi siamo i creativi, gli schizzati, i fantasiosi, i propositivi - noi siamo, diciamolo, i simpaticoni della compagnia.
Io, come già avete dedotto, appartengo alla categoria del Possessore Casuale, e se esistessero delle Olimpiadi per la promiscuità tra donna e accendini io forse le vincerei.
Li ho contati, sono dodici e non ho assolutamente idea da dove provengano.
So però di aver acceso la prima sigaretta della giornata con un accendino verde fluo, piccolo e con la rotellina, e di star per accendere l'ultima con un Bic di quelli grassi, di colore blu.
So che se adesso volessi cimentarmi nell'impresa titanica di svuotare le tasche di tutte le giacche, di tutti i pantaloni e di tutte le borse che posseggo vi troverei almeno altri cinque o sei accendini.
So, infine, che se Dio esiste appartiene alla prima categoria, dal momento che circa tre mesi fa ho subito la peggiore tra le violenze dell'anima: mi è stata rubata la borsa.
Ho perso il portafogli, il cellulare e la macchina fotografica nel giro di una serata, e quando il giorno dopo sono andata a riprendermi la borsa dentro vi ho trovato solo un misero accendino che nemmeno sapevo di avere, ed è la prova che se Dio esiste non solo è un attivista Possessore Affezionato, ma ha anche un pessimo senso dell'umorismo.
18 giugno 2012
Oltre alle gambe c'è di più, parte II
Trenta secondi nella testa di una (quasi) donna single in piena sindrome premestruale:
Voglio un dolce - le mie amiche non mi vogliono bene - non ho amici - morirò sola con dieci gatti - ho le ginocchia nodose - vorrei rifarmi il mento - questa maglietta mi fa sembrare grassa - ho mal di testa - voglio un dolce - voglio anche un panino al prosciutto - quanto tempo è che non faccio sesso? - quanto tempo passerà prima che io rifaccia sesso? - non piaccio a nessuno - morirò sola nella mia merda e i gatti mi mangeranno le orecchie - ho sbagliato tutto nella vita - sono quì che guardo che mi guardo crescere la mia cellulite le mie nuove consapevolezze - avrei dovuto iscrivermi a Medicina - sicuramente avrà trovato un'altra che lo fa stare meglio di me - nessuno è meglio di me! - spero che sia grassa - spero che gli attacchi l'herpes - voglio un dolce - voglio affogare in una vasca di gelato - non ho talento - tutti mi odiano, lo so - sono lesbica - quanto tempo è che non faccio sesso? - invidio così tanto la mia amica che è fidanzata da cinque anni e sta per sposarsi - piuttosto che fare la fine della mia amica mi arruolo nella Legione Straniera - attiro solo casi umani - sono un caso umano - avrei dovuto rimanere con nomediexacaso - voglio un dolce - credo che lui mi piaccia - non uscirei mai con me stessa - la prossima volta che bacerò qualcuno sarà la mia prozia al battesimo del figlio dei vicini di casa, e sarà anche l'ultima - ora mi compro quel vestito - datemi un dolce, mi spetta di diritto - con quel vestito sembrerei un sacco di letame - sono un sacco di letame - credo che lui mi piaccia, e pure tanto - le persone sono cattive - domani vado a farmi congelare gli ovuli - sarò mica incinta? - no, non è possibile, è troppo tempo che non faccio sesso - quanto tempo è che non faccio sesso? - voglio un dolce - credo che lui mi piaccia, e pure tanto, e credo mi comprerò un dolce.
Voglio un dolce - le mie amiche non mi vogliono bene - non ho amici - morirò sola con dieci gatti - ho le ginocchia nodose - vorrei rifarmi il mento - questa maglietta mi fa sembrare grassa - ho mal di testa - voglio un dolce - voglio anche un panino al prosciutto - quanto tempo è che non faccio sesso? - quanto tempo passerà prima che io rifaccia sesso? - non piaccio a nessuno - morirò sola nella mia merda e i gatti mi mangeranno le orecchie - ho sbagliato tutto nella vita - sono quì che guardo che mi guardo crescere la mia cellulite le mie nuove consapevolezze - avrei dovuto iscrivermi a Medicina - sicuramente avrà trovato un'altra che lo fa stare meglio di me - nessuno è meglio di me! - spero che sia grassa - spero che gli attacchi l'herpes - voglio un dolce - voglio affogare in una vasca di gelato - non ho talento - tutti mi odiano, lo so - sono lesbica - quanto tempo è che non faccio sesso? - invidio così tanto la mia amica che è fidanzata da cinque anni e sta per sposarsi - piuttosto che fare la fine della mia amica mi arruolo nella Legione Straniera - attiro solo casi umani - sono un caso umano - avrei dovuto rimanere con nomediexacaso - voglio un dolce - credo che lui mi piaccia - non uscirei mai con me stessa - la prossima volta che bacerò qualcuno sarà la mia prozia al battesimo del figlio dei vicini di casa, e sarà anche l'ultima - ora mi compro quel vestito - datemi un dolce, mi spetta di diritto - con quel vestito sembrerei un sacco di letame - sono un sacco di letame - credo che lui mi piaccia, e pure tanto - le persone sono cattive - domani vado a farmi congelare gli ovuli - sarò mica incinta? - no, non è possibile, è troppo tempo che non faccio sesso - quanto tempo è che non faccio sesso? - voglio un dolce - credo che lui mi piaccia, e pure tanto, e credo mi comprerò un dolce.
29 maggio 2012
Il ragazzo di sinistra, parte I
Il ragazzo di sinistra è una specie umana assai diffusa, sopratutto nella mia vita; ne esistono di due tipi: il Wannabe Radical Chic e il Wannabe Punkabbestia, e sono uno più simpatico dell'altro.
Il ragazzo di sinistra Wannabe Radical Chic indossa Clark, non porta mai t-shirt (fanno eccezione le polo, in piena estate, dai colori smorti come il cachi, il beige o il verde spento) preferendo le camicie, meglio se a quadretti, con le maniche elegantemente arrotolate su avambracci magrissimi e pressoché glabri, da fighettina senza nerbo.
Questo determinato tipo umano di solito ha parecchi capelli, e li ama quasi quanto ama il suo pene e tutti i libri di Pasolini; è fermamente convinto di poter conquistare ogni donna (purché sia di sinistra!) solo guardandola languidamente mentre gira le pagine di un qualsiasi libro politicamente impegnato, citando Guccini come non ci fosse un domani e invitandola a eventi pidocchioso-culturali in circoli ARCI di dubbio gusto e di dubbia ubicazione, essendo le vie centrali decisamente troppo nazionalpopolari meglio andare a infilarsi nei più torbidi locali di Famagosta a raccontarci quanto ci manca Gaber.
Il ragazzo di sinistra Wannabe Radical Chic è pieno di sé al punto che se leggesse questo post penserebbe di me che sono una specie di Chiara Ferragni particolarmente velenosa, dai capelli ossigenati e le scarpe firmate, e che gli preferirei un figlio di papà azzimato e bauscietta, mentre lui punta a donne di un certo livello, prima fra tutte Concita De Gregorio di cui, ne sono sicura, cerca le foto dei piedi su Google quando si sente solo.
Sì, perché il Wannabe Radical Chic è raffinato in tutto ciò che fa: i libri che legge sono sempre i più di nicchia, i film che guarda sono sempre i più concettualmente esaltanti, le donne che si porta a letto sono sempre le più interessanti, e i suoi gusti sessuali raramente sono gli stessi di quelli del volgo.
Il Tipo in questione non dirà mai di una donna che ha un bel seno, o un bel culo, o una bella bocca: lui vi dirà che di una donna guarda tendenzialmente i piedi, le unghie, le sopracciglia e i tendini, tettecculo son cose da poveracci - di portafogli e di spirito.
Il Wannabe Radical Chic non dorme, riposa.
Non mangia, degusta.
Non beve, sorseggia.
Non studia, s'istruisce.
Non lavora, ma s'impegna politicamente affinché il mondo del lavoro possa essere migliore per tutti, perché il Radical Chic vi dirà sempre, in qualsiasi periodo storico, che non c'è lavoro.
E se gli chiederete quale tipo di lavoro va cercando, senz'imbarazzo alcuno vi risponderà che lui ci ha provato, hai voglia se ci ha provato, a farsi assumere come amministratore delegato dell'Adelphi ma proprio non l'hanno preso, sistema ladro e mafioso e capitalista e squallido che non premia i giovani di talento dall'ambizione vorace (e il cervello pieno di ovatta).
Inoltre, i Wannabe hanno il senso dell'umorismo di un opossum morto, sono permalosi e vanesi, e fondamentalmente incapaci di prendersi responsabilità: alle responsabilità preferiscono il vittimismo gretto e la superbia senza freni inibitori, probabilmente se potessero clonarsi passerebbero la giornata a palparsi il sedere e a dirsi quanto sono belli.
Vi sono solo due luoghi al mondo che permettono a questa specie di sopravvivere e proliferare serenamente, dato che oltre a quanto già elencato son misantropi di natura: i circoli ARCI di cui sopra e naturalmente le università, di solito alla Facoltà di Lettere&Filosofia e/o Giurisprudenza.
Alla Statale di Milano infatti abbiamo la più grande riserva italiana di questa razza che non si sta affatto estinguendo, è facile osservarli in Chiostro ogni giorno a guardare sottecchi e con disprezzo i loro cugini di secondo grado (i Wannabe Punkabbestia, di cui parlerò in seguito) e con vaga compassione tutti gli altri.
Ma se percaso compare una ragazza (una ragazza di sinistra!) a pochi metri dal loro perimetro allora eccoli i novelli Bertinotti farsi re della scena, con passo felpato tirar fuori dalla tracolla in similpelle un volantino rosso e un invito galante a qualche evento delcazzo, come dicono a Oxford, dal titolo sempre ambiguo, e sempre pallosissimo: 'Il Nome della Prosa, letture di testi civili da Umberto Eco a Asterix&Obelix', 'Harry Potter e il camice di Monti, aperitivo letterario e riflessioni sul piccolo mago fascista', 'Come essere di sinistra e scisci senza ostentare troppo la grandezza del portafogli e del pene', e vai di sorriso incantevole e spiegazioni sommarie, il tutto condito da lunghe lunghissime occhiate ciglia contro ciglia (come già detto, loro non sono superficiali, loro le donne le guardano negli occhi) e lo scambio dei contatti Facebook, 'anche se non lo uso mai'.
E le ragazze, oche che non sono altro, invece che fare la cosa più furba (scappare urlando che la Corazzata Potemkin è una cagata pazzesca) di solito ci cascano e ci cascano con tutte le scarpe, fino a che il Wannabe non le lascerà col cuore spezzato dicendo loro che purtroppo è la società a privarci della voglia di avere una relazione stabile, e io ti amo ma amo di più il Neorealismo, non possiamo stare insieme devo unirmi ai Nuovi Partigiani, e davvero ci tengo tanto a te ma se voglio vincere queste elezioni universitarie dovrò andare a letto col Magnifico e mi spiacerebbe farti male.
Il Wannabe RC ha il suo fascino, è vero, ma è un fascino finto e preconfezionato tale e quale a quello dei dolci industriali: a guardarli ti sembrano buonissimi e pieni di gusto, ma se ne mangi uno ti nausea quasi subito e non avrai mai voglia di provarne un altro, perché fondamentalmente sono tutti uguali, asettici e finti, van bene giusto per le serate in cui la fame da eccessi di alcol e droga rimbambisce le pareti dello stomaco, ma francamente nessuno li mangerebbe ogni giorno per colazione.
Io preferirò sempre un cornetto caldo, grasso e simpatico: costa di più ed è raro trovarne di buoni, sporcano le mani e ti riempiono di briciole e di zucchero a velo, saranno dozzinali...ma almeno sono autentici, e proprio perché sono cucinati freschi ogni giorno nessuno è mai uguale all'altro, ognuno ha un sapore che è tutto suo e che può farti felice per un giorno intero - con quegli altri, quelli di cui sopra, magari al momento ti sembra di goderci un sacco, ma alla lunga non ti restano altro che calorie da bruciare, saporacci sul palato, e sensi di colpa da gestire.
Il ragazzo di sinistra Wannabe Radical Chic indossa Clark, non porta mai t-shirt (fanno eccezione le polo, in piena estate, dai colori smorti come il cachi, il beige o il verde spento) preferendo le camicie, meglio se a quadretti, con le maniche elegantemente arrotolate su avambracci magrissimi e pressoché glabri, da fighettina senza nerbo.
Questo determinato tipo umano di solito ha parecchi capelli, e li ama quasi quanto ama il suo pene e tutti i libri di Pasolini; è fermamente convinto di poter conquistare ogni donna (purché sia di sinistra!) solo guardandola languidamente mentre gira le pagine di un qualsiasi libro politicamente impegnato, citando Guccini come non ci fosse un domani e invitandola a eventi pidocchioso-culturali in circoli ARCI di dubbio gusto e di dubbia ubicazione, essendo le vie centrali decisamente troppo nazionalpopolari meglio andare a infilarsi nei più torbidi locali di Famagosta a raccontarci quanto ci manca Gaber.
Il ragazzo di sinistra Wannabe Radical Chic è pieno di sé al punto che se leggesse questo post penserebbe di me che sono una specie di Chiara Ferragni particolarmente velenosa, dai capelli ossigenati e le scarpe firmate, e che gli preferirei un figlio di papà azzimato e bauscietta, mentre lui punta a donne di un certo livello, prima fra tutte Concita De Gregorio di cui, ne sono sicura, cerca le foto dei piedi su Google quando si sente solo.
Sì, perché il Wannabe Radical Chic è raffinato in tutto ciò che fa: i libri che legge sono sempre i più di nicchia, i film che guarda sono sempre i più concettualmente esaltanti, le donne che si porta a letto sono sempre le più interessanti, e i suoi gusti sessuali raramente sono gli stessi di quelli del volgo.
Il Tipo in questione non dirà mai di una donna che ha un bel seno, o un bel culo, o una bella bocca: lui vi dirà che di una donna guarda tendenzialmente i piedi, le unghie, le sopracciglia e i tendini, tettecculo son cose da poveracci - di portafogli e di spirito.
Il Wannabe Radical Chic non dorme, riposa.
Non mangia, degusta.
Non beve, sorseggia.
Non studia, s'istruisce.
Non lavora, ma s'impegna politicamente affinché il mondo del lavoro possa essere migliore per tutti, perché il Radical Chic vi dirà sempre, in qualsiasi periodo storico, che non c'è lavoro.
E se gli chiederete quale tipo di lavoro va cercando, senz'imbarazzo alcuno vi risponderà che lui ci ha provato, hai voglia se ci ha provato, a farsi assumere come amministratore delegato dell'Adelphi ma proprio non l'hanno preso, sistema ladro e mafioso e capitalista e squallido che non premia i giovani di talento dall'ambizione vorace (e il cervello pieno di ovatta).
Inoltre, i Wannabe hanno il senso dell'umorismo di un opossum morto, sono permalosi e vanesi, e fondamentalmente incapaci di prendersi responsabilità: alle responsabilità preferiscono il vittimismo gretto e la superbia senza freni inibitori, probabilmente se potessero clonarsi passerebbero la giornata a palparsi il sedere e a dirsi quanto sono belli.
Vi sono solo due luoghi al mondo che permettono a questa specie di sopravvivere e proliferare serenamente, dato che oltre a quanto già elencato son misantropi di natura: i circoli ARCI di cui sopra e naturalmente le università, di solito alla Facoltà di Lettere&Filosofia e/o Giurisprudenza.
Alla Statale di Milano infatti abbiamo la più grande riserva italiana di questa razza che non si sta affatto estinguendo, è facile osservarli in Chiostro ogni giorno a guardare sottecchi e con disprezzo i loro cugini di secondo grado (i Wannabe Punkabbestia, di cui parlerò in seguito) e con vaga compassione tutti gli altri.
Ma se percaso compare una ragazza (una ragazza di sinistra!) a pochi metri dal loro perimetro allora eccoli i novelli Bertinotti farsi re della scena, con passo felpato tirar fuori dalla tracolla in similpelle un volantino rosso e un invito galante a qualche evento delcazzo, come dicono a Oxford, dal titolo sempre ambiguo, e sempre pallosissimo: 'Il Nome della Prosa, letture di testi civili da Umberto Eco a Asterix&Obelix', 'Harry Potter e il camice di Monti, aperitivo letterario e riflessioni sul piccolo mago fascista', 'Come essere di sinistra e scisci senza ostentare troppo la grandezza del portafogli e del pene', e vai di sorriso incantevole e spiegazioni sommarie, il tutto condito da lunghe lunghissime occhiate ciglia contro ciglia (come già detto, loro non sono superficiali, loro le donne le guardano negli occhi) e lo scambio dei contatti Facebook, 'anche se non lo uso mai'.
E le ragazze, oche che non sono altro, invece che fare la cosa più furba (scappare urlando che la Corazzata Potemkin è una cagata pazzesca) di solito ci cascano e ci cascano con tutte le scarpe, fino a che il Wannabe non le lascerà col cuore spezzato dicendo loro che purtroppo è la società a privarci della voglia di avere una relazione stabile, e io ti amo ma amo di più il Neorealismo, non possiamo stare insieme devo unirmi ai Nuovi Partigiani, e davvero ci tengo tanto a te ma se voglio vincere queste elezioni universitarie dovrò andare a letto col Magnifico e mi spiacerebbe farti male.
Il Wannabe RC ha il suo fascino, è vero, ma è un fascino finto e preconfezionato tale e quale a quello dei dolci industriali: a guardarli ti sembrano buonissimi e pieni di gusto, ma se ne mangi uno ti nausea quasi subito e non avrai mai voglia di provarne un altro, perché fondamentalmente sono tutti uguali, asettici e finti, van bene giusto per le serate in cui la fame da eccessi di alcol e droga rimbambisce le pareti dello stomaco, ma francamente nessuno li mangerebbe ogni giorno per colazione.
Io preferirò sempre un cornetto caldo, grasso e simpatico: costa di più ed è raro trovarne di buoni, sporcano le mani e ti riempiono di briciole e di zucchero a velo, saranno dozzinali...ma almeno sono autentici, e proprio perché sono cucinati freschi ogni giorno nessuno è mai uguale all'altro, ognuno ha un sapore che è tutto suo e che può farti felice per un giorno intero - con quegli altri, quelli di cui sopra, magari al momento ti sembra di goderci un sacco, ma alla lunga non ti restano altro che calorie da bruciare, saporacci sul palato, e sensi di colpa da gestire.
16 maggio 2012
De Facebook Natura
Le dieci cose che compatisco, nella fattispecie...su Facebook.
E badate bene, non dirò che le odio, perché l'Odio è un sentimento nobile che provo per altre cose, peggiori di questa: quelli che non tengono la destra sulle scale mobili in metropolitana, loro sì, loro sì che meritano quanto di peggio ci sia al mondo.
Le cose che compatisco invece non è che mi disturbino nel profondo del cuore, diciamo che mi fanno quotidianamente arricciare il naso, mettere le mani tra i capelli, sibilare stancamente 'ossignore', e nonostante questo...sì, sto su Facebook, e probabilmente ci starò fino all'ultimo giorno della mia vita; amo quel social network, non mi nascondo dietro a snobismi preconfezionati, adoro Facebook perché è utile, perché mi fa sorridere, perché nutre il mio egocentrismo, perché è semplicemente parte della mia quotidianità come il caffé al mattino e il cioccolato prima di dormire, tutte le sere, ma ciò non toglie che certe cose sarebbe meglio se non ci fossero.
Ecco quì una breve lista, che l'atteggiamento conciliante nei confronti dell'umanità vi accompagni sempre, come accompagna me in questo mercoledì particolarmente ventoso e luminoso.
1) Le foto di pessimo gusto, gonfie di sangue e morte; dal cagnolino squartato al pedofilo appeso per i testicoli a qualche palo in medioriente - insomma, fate un po' quello che volete, anche una gigantografia da appendervi in camera se pensate sia giusto, ma evitate d'insozzarmici la bacheca, non serve a niente e fa anche un po' schifo.
2) Tutti, e dico, tutti i links con Vin Diesel, che poveraccio ha SEMPRE la stessa faccia ed è SEMPRE associato ai soliti concetti: rispetto per tutti, confidenza a nessuno - credo in me stesso e lotto per ciò che voglio - non è la ricchezza a rendere grande un uomo, ma la sua umiltà - mi parli dietro perché io ti sto davanti, e altre amenità del caso.
3) I vari 'condividi se hai un cuore', io un cuore ce l'ho, ma questo non significa che dovrò postare sulla mia bacheca una sfilza infinita di ragazzini pelati, bambini down, cani malati e vecchietti storpi, di nuovo, non serve a niente ed è abbastanza di pessimo gusto.
4) Personaggi dal cervello piccino picciò che impostano come città in cui vivono Miami, New York, Dubai, e poi scopri che mai sono andati oltre Busto Arsizio e vivono a Rovello Porro.
5) Le pagine (di cui ho nascosto tutti i post) che pubblicano a ripetizione links di notizie improbabili e sopratutto poco interessanti: INCREDIBILE, GUARDATE COSA FA QUESTA RAGAZZA CON UN LIBRO DI CAMILLERI ATTACCATO AL CLITORIDE!!! SENSAZIONALE LADY GAGA SENZA TRUCCO!!! SCIOGLIE I FIGLI NELL'ACIDO E POI LI USA PER RIFARE L'INTONACO, GUARDATE COS'HANNO FATTO A QUESTA MAMMMA!!! A parte, e al popolo che gliene frega? Ma sopratutto, c'è qualcuno che ci crede sul serio?
6) Ultimamente, le varie vignette e/o barzellette sul Governo Monti da parte di esseri umani che rasentano il semianalfabetismo, a malapena saprebbero trovarsi il culo con le mani ma hanno comunque la superbia di scrivere in capslock come rimediare al disastro combinato da un tizio pelato ed erotomane che sicuramente hanno votato.
7) Gli amici, o presunti tali, che vivono all'altro capo del mondo e t'invitano ai loro eventi; abito a Milano, perché mai dovrei riuscire a venire al battesimo del tuo cuginetto di secondo grado a Trapani, quando ci siamo visti una sola volta e nemmeno ci eravamo troppo simpatici?
8) Chi non può proprio fare a meno di passare da impegnato, a single, a relazione aperta e/o complicata almeno ogni due giorni.
9) I pazzi sadici e mitomani che quando qualcuno, dopo anni magari, passa da impegnato a single accorrono a mettere 'mi piace', ma come fa a piacerti maledizione? Sei una persona orribile!
10) Le coppie col profilo in comune; che tu li aggiungi agli amici, ti vien voglia di sapere come se la passa il tuo compagno d'asilo e ti risponde una tizia folle, gelosa e incazzata chiedendoti cosa diavolo vuoi, chi sei, e se hai percaso intenzione di mettere le manine sul suo fidanzato, che non vedi da decenni e sembra si sia appena mangiato un grassone.
E badate bene, non dirò che le odio, perché l'Odio è un sentimento nobile che provo per altre cose, peggiori di questa: quelli che non tengono la destra sulle scale mobili in metropolitana, loro sì, loro sì che meritano quanto di peggio ci sia al mondo.
Le cose che compatisco invece non è che mi disturbino nel profondo del cuore, diciamo che mi fanno quotidianamente arricciare il naso, mettere le mani tra i capelli, sibilare stancamente 'ossignore', e nonostante questo...sì, sto su Facebook, e probabilmente ci starò fino all'ultimo giorno della mia vita; amo quel social network, non mi nascondo dietro a snobismi preconfezionati, adoro Facebook perché è utile, perché mi fa sorridere, perché nutre il mio egocentrismo, perché è semplicemente parte della mia quotidianità come il caffé al mattino e il cioccolato prima di dormire, tutte le sere, ma ciò non toglie che certe cose sarebbe meglio se non ci fossero.
Ecco quì una breve lista, che l'atteggiamento conciliante nei confronti dell'umanità vi accompagni sempre, come accompagna me in questo mercoledì particolarmente ventoso e luminoso.
1) Le foto di pessimo gusto, gonfie di sangue e morte; dal cagnolino squartato al pedofilo appeso per i testicoli a qualche palo in medioriente - insomma, fate un po' quello che volete, anche una gigantografia da appendervi in camera se pensate sia giusto, ma evitate d'insozzarmici la bacheca, non serve a niente e fa anche un po' schifo.
2) Tutti, e dico, tutti i links con Vin Diesel, che poveraccio ha SEMPRE la stessa faccia ed è SEMPRE associato ai soliti concetti: rispetto per tutti, confidenza a nessuno - credo in me stesso e lotto per ciò che voglio - non è la ricchezza a rendere grande un uomo, ma la sua umiltà - mi parli dietro perché io ti sto davanti, e altre amenità del caso.
3) I vari 'condividi se hai un cuore', io un cuore ce l'ho, ma questo non significa che dovrò postare sulla mia bacheca una sfilza infinita di ragazzini pelati, bambini down, cani malati e vecchietti storpi, di nuovo, non serve a niente ed è abbastanza di pessimo gusto.
4) Personaggi dal cervello piccino picciò che impostano come città in cui vivono Miami, New York, Dubai, e poi scopri che mai sono andati oltre Busto Arsizio e vivono a Rovello Porro.
5) Le pagine (di cui ho nascosto tutti i post) che pubblicano a ripetizione links di notizie improbabili e sopratutto poco interessanti: INCREDIBILE, GUARDATE COSA FA QUESTA RAGAZZA CON UN LIBRO DI CAMILLERI ATTACCATO AL CLITORIDE!!! SENSAZIONALE LADY GAGA SENZA TRUCCO!!! SCIOGLIE I FIGLI NELL'ACIDO E POI LI USA PER RIFARE L'INTONACO, GUARDATE COS'HANNO FATTO A QUESTA MAMMMA!!! A parte, e al popolo che gliene frega? Ma sopratutto, c'è qualcuno che ci crede sul serio?
6) Ultimamente, le varie vignette e/o barzellette sul Governo Monti da parte di esseri umani che rasentano il semianalfabetismo, a malapena saprebbero trovarsi il culo con le mani ma hanno comunque la superbia di scrivere in capslock come rimediare al disastro combinato da un tizio pelato ed erotomane che sicuramente hanno votato.
7) Gli amici, o presunti tali, che vivono all'altro capo del mondo e t'invitano ai loro eventi; abito a Milano, perché mai dovrei riuscire a venire al battesimo del tuo cuginetto di secondo grado a Trapani, quando ci siamo visti una sola volta e nemmeno ci eravamo troppo simpatici?
8) Chi non può proprio fare a meno di passare da impegnato, a single, a relazione aperta e/o complicata almeno ogni due giorni.
9) I pazzi sadici e mitomani che quando qualcuno, dopo anni magari, passa da impegnato a single accorrono a mettere 'mi piace', ma come fa a piacerti maledizione? Sei una persona orribile!
10) Le coppie col profilo in comune; che tu li aggiungi agli amici, ti vien voglia di sapere come se la passa il tuo compagno d'asilo e ti risponde una tizia folle, gelosa e incazzata chiedendoti cosa diavolo vuoi, chi sei, e se hai percaso intenzione di mettere le manine sul suo fidanzato, che non vedi da decenni e sembra si sia appena mangiato un grassone.
27 aprile 2012
E dalle macchine per noi, i complimenti del playboy
Io non sono una strafiga, e non lo dico con orgoglio; insomma, pagherei una decina delle mie presunte qualità morali per somigliare alla gemella sciatta di Angelina Jolie, o alla zia colitica di Megan Fox.
Non sono nemmeno brutta, sia ben chiaro; sono normale tendente al grazioso dopo trucco e parrucco e normale tendente all'orrendo prima di trucco e parrucco, appartengo alla vastissima categoria delle 'carine ma niente di che'.
(Che poi, certo, i gusti son gusti! Diversi fidanzati, amici, anziani parenti e sbronzissimi gay isterici mi hanno definita bella, bellissima, stupenda - e sicuramente un numero piuttosto elevato di persone avrà altresì pensato di me che sono cozza, irrimediabilmente cozza, tristemente e definitivamente cozza).
Carina, ma niente di che; nessuna falsa modesta, nessuna sincera superbia, solo un'opinione maturata col tempo, un giudizio assolutamente oggettivo su ciò che vedo tutti i giorni davanti allo specchio, ho una buona e cattiva parola per tutto, il mio aspetto fisico non fa eccezione - e non sono nemmeno una bellezza 'volgare' o appariscente, non ho occhi da gatta, gambe lunghe o curve mozzafiato, il mio corpo è stato definito 'efebico' nel migliore dei casi e 'rachitico' nel peggiore, indosso i tacchi raramente, la gonna altrettanto raramente e il mio look quotidiano è decisamente 'nu jeans e 'na magghietta, come ululava Nino D'Angelo.
E per farmi notare non ho nemmeno più quella lunghissima e bellissima chioma di capelli biondi che mi sono portata dietro per anni, ora ho un taglio giovane e birichino e maledettamente importabile che ricorda un po' quello di Hugh Grant primo periodo - insomma, davvero niente, niente che indurrebbe un Dante qualsiasi ad ammutolirsi al mio passaggio, per poi scrivermi poesie d'amore.
Allora, di grazia, qualcuno vorrebbe spiegarmi perché due settimane fa un autista dell'ATM ha pensato bene di mimare una fellatio mentre mangiavo un gelato aspettando di attraversare la strada? E oggi, nemmeno un mese dopo, un tassista frustrato ha mimato invece un cunnilingus alla mia direzione intanto che stavo seduta sulla 94 a guardare Milano con la fronte appiccicata al finestrino?
Dio, io la odio questa categoria di MIM (Molestatori Innocui Metropolitani), la odio.
La odio fondamentalmente perché è stupida, cafona e sopratutto codarda.
Insomma, l'esibizionista masturbatore ha pur sempre un certo carisma se per hobby gira nei parchi a calarsi le braghe davanti a ignare passanti; il fischiatore solitario di solito concede un sorriso, e poi il fischio ha quel gusto un po' retrò che fa molto film di Fellini; le varie manine morte, che in realtà sono incredibilmente vive, sui mezzi pubblici almeno ci mettono la faccia, e non solo quella, e comunque hanno il coraggio di esporsi anche se la folla urlante non vedrà l'ora di linciarli a fatto avvenuto.
Invece quelli come il caro autista, il caro tassista, i playboy su quattro ruote nessuno escluso, li manderei tutti a farsi fottere da Satana in persona - fanno un lavoro noioso, bene, anch'io non sempre mi diverto a studiare centinaia e centinaia di pagine sull'importanza dell'architrave nel teatro greco, eppure non mi metto a cantare ollellé ollallà ai miei compagni di corso, magari fissandoli ostinatamente sotto la cintura.
Quindi, le cose sono due: o da giorni giro con un cartello attaccato alla schiena che recita 'sono portata per il sesso orale' a caratteri cubitali, o il mondo è pieno di teste di cazzo volgari, cafone e sciocche, che non hanno nemmeno il coraggio di stare fermi al loro posto dopo aver detto o mimato la loro stronzata e prendersi il vaffanculo che loro spetta, ma scappano veloci sulle ruote di cui lasciando ragazze come me basite e incredule che tanta pirlaggine, perché di questo si tratta, sia stata posta da Dio nel grande disegno di tutte le cose.
Che poi, non è lo sbigottimento dovuto a cotanta stupidaggine a infastidirmi, è quella sensazione vaga e impalpabile di 'colpa', che mi porta chiedere al mio fidanzato se percaso sembro una facile, se questa mise non mi fa sembrare un po' troppo discinta, insomma...come se fosse colpa mia, colpa mia che sto sull'autobus schiacciata tra un centinaio di persone e sto andando in università, colpa mia che preferisco il gelato nel cono piuttosto che nella coppetta, colpa mia che oggi mi facevo schifo da sola ed ho deciso di indossare la gonna, colpa mia che non cammino con gli occhi bassi.
Ma forse dovrei, forse le nostre consorelle arabe camminano con gli occhi bassi per evitar di vedere quanto può essere cretina la gente, dovremmo imparare tutte da loro.
Non sono nemmeno brutta, sia ben chiaro; sono normale tendente al grazioso dopo trucco e parrucco e normale tendente all'orrendo prima di trucco e parrucco, appartengo alla vastissima categoria delle 'carine ma niente di che'.
(Che poi, certo, i gusti son gusti! Diversi fidanzati, amici, anziani parenti e sbronzissimi gay isterici mi hanno definita bella, bellissima, stupenda - e sicuramente un numero piuttosto elevato di persone avrà altresì pensato di me che sono cozza, irrimediabilmente cozza, tristemente e definitivamente cozza).
Carina, ma niente di che; nessuna falsa modesta, nessuna sincera superbia, solo un'opinione maturata col tempo, un giudizio assolutamente oggettivo su ciò che vedo tutti i giorni davanti allo specchio, ho una buona e cattiva parola per tutto, il mio aspetto fisico non fa eccezione - e non sono nemmeno una bellezza 'volgare' o appariscente, non ho occhi da gatta, gambe lunghe o curve mozzafiato, il mio corpo è stato definito 'efebico' nel migliore dei casi e 'rachitico' nel peggiore, indosso i tacchi raramente, la gonna altrettanto raramente e il mio look quotidiano è decisamente 'nu jeans e 'na magghietta, come ululava Nino D'Angelo.
E per farmi notare non ho nemmeno più quella lunghissima e bellissima chioma di capelli biondi che mi sono portata dietro per anni, ora ho un taglio giovane e birichino e maledettamente importabile che ricorda un po' quello di Hugh Grant primo periodo - insomma, davvero niente, niente che indurrebbe un Dante qualsiasi ad ammutolirsi al mio passaggio, per poi scrivermi poesie d'amore.
Allora, di grazia, qualcuno vorrebbe spiegarmi perché due settimane fa un autista dell'ATM ha pensato bene di mimare una fellatio mentre mangiavo un gelato aspettando di attraversare la strada? E oggi, nemmeno un mese dopo, un tassista frustrato ha mimato invece un cunnilingus alla mia direzione intanto che stavo seduta sulla 94 a guardare Milano con la fronte appiccicata al finestrino?
Dio, io la odio questa categoria di MIM (Molestatori Innocui Metropolitani), la odio.
La odio fondamentalmente perché è stupida, cafona e sopratutto codarda.
Insomma, l'esibizionista masturbatore ha pur sempre un certo carisma se per hobby gira nei parchi a calarsi le braghe davanti a ignare passanti; il fischiatore solitario di solito concede un sorriso, e poi il fischio ha quel gusto un po' retrò che fa molto film di Fellini; le varie manine morte, che in realtà sono incredibilmente vive, sui mezzi pubblici almeno ci mettono la faccia, e non solo quella, e comunque hanno il coraggio di esporsi anche se la folla urlante non vedrà l'ora di linciarli a fatto avvenuto.
Invece quelli come il caro autista, il caro tassista, i playboy su quattro ruote nessuno escluso, li manderei tutti a farsi fottere da Satana in persona - fanno un lavoro noioso, bene, anch'io non sempre mi diverto a studiare centinaia e centinaia di pagine sull'importanza dell'architrave nel teatro greco, eppure non mi metto a cantare ollellé ollallà ai miei compagni di corso, magari fissandoli ostinatamente sotto la cintura.
Quindi, le cose sono due: o da giorni giro con un cartello attaccato alla schiena che recita 'sono portata per il sesso orale' a caratteri cubitali, o il mondo è pieno di teste di cazzo volgari, cafone e sciocche, che non hanno nemmeno il coraggio di stare fermi al loro posto dopo aver detto o mimato la loro stronzata e prendersi il vaffanculo che loro spetta, ma scappano veloci sulle ruote di cui lasciando ragazze come me basite e incredule che tanta pirlaggine, perché di questo si tratta, sia stata posta da Dio nel grande disegno di tutte le cose.
Che poi, non è lo sbigottimento dovuto a cotanta stupidaggine a infastidirmi, è quella sensazione vaga e impalpabile di 'colpa', che mi porta chiedere al mio fidanzato se percaso sembro una facile, se questa mise non mi fa sembrare un po' troppo discinta, insomma...come se fosse colpa mia, colpa mia che sto sull'autobus schiacciata tra un centinaio di persone e sto andando in università, colpa mia che preferisco il gelato nel cono piuttosto che nella coppetta, colpa mia che oggi mi facevo schifo da sola ed ho deciso di indossare la gonna, colpa mia che non cammino con gli occhi bassi.
Ma forse dovrei, forse le nostre consorelle arabe camminano con gli occhi bassi per evitar di vedere quanto può essere cretina la gente, dovremmo imparare tutte da loro.
24 febbraio 2012
Disaster Date
Come già detto, ieri ho avuto la febbre; niente di mortale, come tutti ho ciondolato per casa in pigiama drogandomi di tachipirine e the caldo per tutto il pomeriggio ed anche tutta la sera, e naturalmente ho fatto un po' di muffa davanti alla televisione. Negli ultimi anni io ho sviluppato un rapporto abbastanza particolare con quest'oggetto, ovvero passano anche tranquillamente mesi senza che io l'accenda, non fosse che quando mi stendo sul divano con la copertina di lana ed il telecomando Sky tra le mani allora non me ne stacco più, e come ieri, ci ho passato davanti circa sei ore dimenticandomi persino di fare pipì e di portare fuori il cane, che invece di fare pipì non si dimentica affatto e a mezzanotte ho dovuto pulire le scale mentre la cagnolina in questione, che si chiama Lilli ed ha sedici anni, mi guardava da lontano sfidandomi ad arrabbiarmi con lei.
Detto questo, tra un paio di puntate dei Simpson, uno speciale su Angelina Jolie, uno su Micheal Jackson e svariati servizi delle Iene mi sono imbattuta in Disaster Date.
Disaster Date è un programma molto simpatico che trasmettono su MTV intorno alle 19, in cui a dei poveri malcapitati vengono organizzati appuntamenti al buio fittizi con esseri umani improbabili che incarnano tutto ciò che essi aborrono nell'altro sesso; è divertente, sul serio, ho visto una tipa che detesta Tiger Woods ritrovarsi a mangiare giapponese con un tizio in tenuta da golf che dal nulla si è messo ad organizzare una partita in mezzo al ristorante, ed un'altra ragazza imbarazzata dal suo seno troppo grosso che beveva un caffé con un tamarro che continuava a gridare 'ehi, belle tette!', e via dicendo.
Ovviamente dopo 60 minuti viene svelato lo scherzo, i protagonisti vincono un dollaro per ogni minuto passato in compagnia dello squilibrato in questione e poi tutti si fanno una gran risata; mi rammarica, mi rammarica molto che questo programma non esista anche in italia, perché mi piacerebbe iscriverci una delle mie BF (di cui conosco ogni psicosi) o perché no, vedere qualche mio compagno di corso costretto a passare 60 minuti in compagnia di una shampista che gli urla di essersi appena soffiata il naso con un manoscritto quattrocentesco.
Detto questo, mi è venuto in mente di fare una lista di cose che non sopporterei nell'altro sesso ad un primo appuntamento, ovviamente al buio, e che voi tutti potreste usare se mai vi venisse voglia di farmi partecipare a Disaster Date, per vedermi impazzire in televisione.
Quindi, io Vanna nel pieno delle mie facoltà mentali non sopporto
1) Gli uomini senza senso dell'umorismo, del tipo che io dico 'oh sì, naturalmente Maurizio Costanzo è l'uomo più sexy del mondo' con evidente sarcasmo e loro rispondono 'ma come fa a piacerti? Cioè, non preferisci Antonio Banderas? Sei proprio strana...'.
2) Gli uomini che trovano divertenti i Cinepanettoni e derivati, 'prrrr-anvedichebuciodeculo-stofiodenamignotta-prrrrrr-anvedichezinne-mammamiacommesto' e magari ne recitano le spassosissime battute a gran voce stupendosi se tu non ridi, o sei non hai eletto Massimo Boldi a tuo idolo personale.
3) Gli omofobi, poiché avendo io un numero pressoché incalcolabile di adoratissimi amici omosessuali non credo resisterei più di cinque minuti in compagnia di uno che esordisce dicendo 'io non ho niente contro i gay' e poi mi chiede se indossano i tacchi alti il venerdì sera e se pensa che ci proverebbero con lui, perché nel caso sarebbe una buona idea organizzare due feste separate al mio compleanno, 'una con i ricchioni ed una senza' ma mica perché sono omofobo, ti pare, è solo che mi fanno un po' impressione...come i ragni, ecco, però non ucciderei mai un ragno, ma se lo trovo a passeggiare sul mio corpicino eterosessuale allora lo brucio e poi me lo mangio.
5) Gli uomini che non offrono da bere al primo appuntamento; è una questione di principio, di galanteria, di gentilezza, una cosa che si fa al primo appuntamento e poi volendo, MAI PIU', davvero...quindi se sono in cerca del portafogli e ti dico ingenuamente 'no, lascia, faccio io' ti chiedo come minimo di amputarmi le mani, spararmi in un ginocchio e pagare tu, non permettermi assolutamente di pagare io, sii furbo, ti sto mettendo alla prova.
(Postilla, se mi permetti di pagare perché comprendo che sei terrorizzato all'idea di contraddirmi allora sì, potrei perdonarti; se invece lo fai perché appartieni alla categoria 'braccino corto' allora dimmi, mi accompagni a casa tu o prendo un taxi? Facciamo che prendo un taxi).
6) Gli uomini che si presentano ad un appuntamento vestiti e pettinati come se stessero andando agli Oscar, unti di gel, di dopobarba e di cremina antirughe, con la cravatta, il papillon, le bretelle e le scarpette di vernice lucida buone forse a ballare il tiptap, non certo per portarmi a bere una birra.
7) I leghisti latenti con kefia al collo che trattano male i ragazzi che vendono le rose; non la voglio la stramaledetta rosa, non sei costretto a comprarmela, però evita di trattare il poveraccio in questione come se ti stesse fregando il portafogli e magari di chiamarlo 'negro' a mezzavoce, sorridendomi con complicità, perché è molto probabile che io stia già telefonando al servizio taxi di cui sopra.
8) Gli uomini monotematici che sarebbero in grado di passare anche due ore a parlarti di un argomento specifico, magari scientifico, tipo l'importanza del P Greco nella geometricafisicapplicata di cui tu non capisci assolutamente niente e che pretendono il massimo interesse dell'auditorium, peccato che in quel momento l'auditorium sia tu, nient'altri che tu, che hai iniziato ad avere difficoltà con la tabellina del sette e lì hai deciso che la scienza proprio non faceva per te.
Detto questo, sono nelle vostre mani; non vedo l'ora che Disaster Date arrivi in italia, e se mai dovessi tornare single vi prego, vorrei un sacco vincere 60 euro per passare 60 minuti in compagnia di un ragazzo che incarni tutte ed otto le caratteristiche, non fosse che mi conosco bene, è probabile che l'appuntamento finisca dopo quattro minuti o che invece di guadagnare 60 euro guadagni 60 anni di galera, ma ne sarebbe comunque valsa la pena.
Detto questo, tra un paio di puntate dei Simpson, uno speciale su Angelina Jolie, uno su Micheal Jackson e svariati servizi delle Iene mi sono imbattuta in Disaster Date.
Disaster Date è un programma molto simpatico che trasmettono su MTV intorno alle 19, in cui a dei poveri malcapitati vengono organizzati appuntamenti al buio fittizi con esseri umani improbabili che incarnano tutto ciò che essi aborrono nell'altro sesso; è divertente, sul serio, ho visto una tipa che detesta Tiger Woods ritrovarsi a mangiare giapponese con un tizio in tenuta da golf che dal nulla si è messo ad organizzare una partita in mezzo al ristorante, ed un'altra ragazza imbarazzata dal suo seno troppo grosso che beveva un caffé con un tamarro che continuava a gridare 'ehi, belle tette!', e via dicendo.
Ovviamente dopo 60 minuti viene svelato lo scherzo, i protagonisti vincono un dollaro per ogni minuto passato in compagnia dello squilibrato in questione e poi tutti si fanno una gran risata; mi rammarica, mi rammarica molto che questo programma non esista anche in italia, perché mi piacerebbe iscriverci una delle mie BF (di cui conosco ogni psicosi) o perché no, vedere qualche mio compagno di corso costretto a passare 60 minuti in compagnia di una shampista che gli urla di essersi appena soffiata il naso con un manoscritto quattrocentesco.
Detto questo, mi è venuto in mente di fare una lista di cose che non sopporterei nell'altro sesso ad un primo appuntamento, ovviamente al buio, e che voi tutti potreste usare se mai vi venisse voglia di farmi partecipare a Disaster Date, per vedermi impazzire in televisione.
Quindi, io Vanna nel pieno delle mie facoltà mentali non sopporto
1) Gli uomini senza senso dell'umorismo, del tipo che io dico 'oh sì, naturalmente Maurizio Costanzo è l'uomo più sexy del mondo' con evidente sarcasmo e loro rispondono 'ma come fa a piacerti? Cioè, non preferisci Antonio Banderas? Sei proprio strana...'.
2) Gli uomini che trovano divertenti i Cinepanettoni e derivati, 'prrrr-anvedichebuciodeculo-stofiodenamignotta-prrrrrr-anvedichezinne-mammamiacommesto' e magari ne recitano le spassosissime battute a gran voce stupendosi se tu non ridi, o sei non hai eletto Massimo Boldi a tuo idolo personale.
3) Gli omofobi, poiché avendo io un numero pressoché incalcolabile di adoratissimi amici omosessuali non credo resisterei più di cinque minuti in compagnia di uno che esordisce dicendo 'io non ho niente contro i gay' e poi mi chiede se indossano i tacchi alti il venerdì sera e se pensa che ci proverebbero con lui, perché nel caso sarebbe una buona idea organizzare due feste separate al mio compleanno, 'una con i ricchioni ed una senza' ma mica perché sono omofobo, ti pare, è solo che mi fanno un po' impressione...come i ragni, ecco, però non ucciderei mai un ragno, ma se lo trovo a passeggiare sul mio corpicino eterosessuale allora lo brucio e poi me lo mangio.
5) Gli uomini che non offrono da bere al primo appuntamento; è una questione di principio, di galanteria, di gentilezza, una cosa che si fa al primo appuntamento e poi volendo, MAI PIU', davvero...quindi se sono in cerca del portafogli e ti dico ingenuamente 'no, lascia, faccio io' ti chiedo come minimo di amputarmi le mani, spararmi in un ginocchio e pagare tu, non permettermi assolutamente di pagare io, sii furbo, ti sto mettendo alla prova.
(Postilla, se mi permetti di pagare perché comprendo che sei terrorizzato all'idea di contraddirmi allora sì, potrei perdonarti; se invece lo fai perché appartieni alla categoria 'braccino corto' allora dimmi, mi accompagni a casa tu o prendo un taxi? Facciamo che prendo un taxi).
6) Gli uomini che si presentano ad un appuntamento vestiti e pettinati come se stessero andando agli Oscar, unti di gel, di dopobarba e di cremina antirughe, con la cravatta, il papillon, le bretelle e le scarpette di vernice lucida buone forse a ballare il tiptap, non certo per portarmi a bere una birra.
7) I leghisti latenti con kefia al collo che trattano male i ragazzi che vendono le rose; non la voglio la stramaledetta rosa, non sei costretto a comprarmela, però evita di trattare il poveraccio in questione come se ti stesse fregando il portafogli e magari di chiamarlo 'negro' a mezzavoce, sorridendomi con complicità, perché è molto probabile che io stia già telefonando al servizio taxi di cui sopra.
8) Gli uomini monotematici che sarebbero in grado di passare anche due ore a parlarti di un argomento specifico, magari scientifico, tipo l'importanza del P Greco nella geometricafisicapplicata di cui tu non capisci assolutamente niente e che pretendono il massimo interesse dell'auditorium, peccato che in quel momento l'auditorium sia tu, nient'altri che tu, che hai iniziato ad avere difficoltà con la tabellina del sette e lì hai deciso che la scienza proprio non faceva per te.
Detto questo, sono nelle vostre mani; non vedo l'ora che Disaster Date arrivi in italia, e se mai dovessi tornare single vi prego, vorrei un sacco vincere 60 euro per passare 60 minuti in compagnia di un ragazzo che incarni tutte ed otto le caratteristiche, non fosse che mi conosco bene, è probabile che l'appuntamento finisca dopo quattro minuti o che invece di guadagnare 60 euro guadagni 60 anni di galera, ma ne sarebbe comunque valsa la pena.
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