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11 febbraio 2013

Ateologia, un commento semiserio


C'era una volta un giovanotto ebreo che ce l'aveva con gli arroganti, e quindi l'hanno ammazzato in Croce - c'era una volta (e c'è ancora) l'infinita stupidità del genere umano che ha fatto di quel giovanotto un Dio. C'era una volta alcunii vecchietti vestiti in modo bizzarro che per lavoro e per passione cercavano di convincerci tutti che quel giovanotto ebreo fosse morto per i peccati che non ci siamo pentiti di aver commesso. E ci fu una volta in cui il capo dei vecchietti si guardò dentro e decise di lasciar perdere, decise che era troppo, decise di cambiar mestiere - e continuò a pensare quello che gli pareva, e continuò a credere che quel pane e quel vino fossero il corpo e il sangue del giovanotto ebreo, e che gli omosessuali sarebbero morti tra le fiamme dell'inferno ma si ritirò a vita privata e non lo disse più a nessuno, perché il capo dei vecchietti bavosi aveva studiato, sofferto, faticato per essere il capo e poi aveva capito che se un Dio esiste non può impedire che si faccia del male, ma almeno quel male non sia fatto a nome suo.

Ecco, oggi ho pensato che mi piacerebbe fosse andata così.
Ho per il Pontetice la stessa considerazione che ho Berlusconi, Grillo, Ingroia e tutti quelli che non voto: ciò che fanno non mi riguarda, ma mi interessa. Quindi, per la rubrica Ateologia: opinioni non richieste su cose che sono più grandi di me, mi piace pensare che sia andata così: che sia stato un gesto di umiltà nei confronti di una maggioranza che non lo riconosce più. Sono per il libero pensiero e il libero pensiero si sforza di accettare che al mondo ci siano, che so, uomini grassi che indossano camicie rosa e persone che pensano che la contraccezione sia peccato (pensateci...WTF?!). Non è sempre semplice ma io ci provo a lasciare che tutti credano pacificamente ciò che vogliono senza che io debba necessariamente convertirli o disprezzarli, solo dissociarmi da loro - e quindi il gesto di quest'uomo mi ha colpita, perché tra tutti i "leader politici" che dovrebbero levarsi dalle palle (un saluto agli amici di Siamo la Gente) mai mi sarei aspettata che l'avrebbe fatto proprio lui, il più conservatore ed estraneo agli altri leader, per ovvie ragioni.
Ho detto la mia e adesso, se vi va, non fate gli hipster e dite la vostra. 

PS:  non vedo l'ora che arrivi mercoledì per leggermi tutti gli approfondimenti di Vanity Fair, che su queste cose è in assoluto il top - per farmi perdonare dopo aver scritto questo post su quello che è il mio giornale prefe - #cosecheanessunointeressano.

19 dicembre 2012

Cinquanta buone ragioni per auspicare la fine del mondo

La birra analcolica - la pasta liscia - il papa su Twitter - la faccia di Gasparri - la vecchietta sul treno che mi disse con aria complice "attenta signorina, dietro di lei c'è un estracomunitario" - chi non sa usare l'apostrofo - gli egocentrici - i timidi che ce l'hanno con gli egocentrici - Monica Bellucci - chi abbandona gli animali - chi maltratta gli animali - chi se la prende con chi maltratta gli animali e poi è sgradevole con la gente - i cattocomunisti - i fasciocomunisti - i nazifascisti - gli anarconazisti - eccetera eccetera eccetera - i libri di Nicholas Sparks - il Natale - il presepe - le Madonne che piangono sangue e la gente che ci crede - Paolo Brosio - l'IMU - la segreteria della Statale - le persone in attesa nella segreteria della Statale - la Statale - e in generale le persone - i no TAV - Teletu - i collant incastrati tra le chiappe - il mio ex - chi non ha mai visto Scrubs - chi non ha mai letto Harry Potter - e a tal proposito, la morte di Albus Silente e quella di Severus Piton - il fatto che Harry chiami suo figlio Albus Severus Potter - i cinepanettoni - chi ride dei cinepanettoni - Massimo Boldi - il doppiomento di Massimo Boldi - la faccia viscida di Ezio Greggio - le persone sudate in metropolitana - Trenord - chi ha votato Berlusconi - i libri di Daria Bignardi - la rubrica su Vanity Fair di Daria Bignardi - ma anche quella di Fiamma Satta - la cellulite - i baffi delle donne, sopratutto i miei - andare a dormire senza struccarsi - i preservativi ritardanti - i preservativi alla frutta - i telegiornali quando parlano del "popolo di internet" - il popolo di internet - i centri sociali - Casa Pound - la cultura ostentata e sputata in faccia, esibita come un pene eretto - gli addii - la morte - le camicie a maniche corte - gli insetti - chi parla sempre perché non ha niente da dire - chi sta sempre zitto perché non ha niente da dire - Chiara Ferragni - l'omofobia - la xenofobia - la misoginia - e quelle donne che ti fanno venire voglia di essere un uomo che picchia le donne - gli uomini che picchiano le donne - il post sbronza - Nicole Minetti - il film porno di Sara Tommasi - ma anche quello di Belèn Rodriguez - spezzare un cuore - farsi spezzare il cuore - i sensi di colpa - i sottaceti della LIDL - le barzellette del Cucciolone - i leggins usati come pantaloni - i luna park - i multisala - C'è Posta Per Te - Andreotti - tornare a casa e scoprire che il tuo cane ha avuto la bella idea di pisciare ovunque - Farmville e tutte le varie richieste di giochi e applicazioni su Facebook - il reggiseno che si slaccia nel momento sbagliato - l'unità di misura dei parrucchieri - la sigaretta elettronica - Emanuele Filiberto e Pupo a Sanremo - Beppe Grillo - l'elettore medio di Beppe Grillo - chi non può fare a meno di citare Oscar Wilde - chi non ha senso dell'umorismo - il freddo - la rucola incastrata tra i denti - e la carta igienica attaccata alle scarpe quando si esce da un bagno pubblico - chi abusa della parola "rispetto" - i luoghi comuni da bar di periferia sulle rosse puttane, le voglie sessuali delle suore, gli zingari che rubano i bambini - e tutte le piccolezze e le meschinità e gli arrivismi e le prepotenze e le cattiverie di un'umanità che meriterebbe di sparire nello stesso modo in cui viene al mondo: tra gli escrementi, le urla e il sangue.

25 settembre 2012

Il quarto d'ora femminista

Benvenuti al Quarto D'Ora Femminista!
La nuova rubrica di Banalityfair in cui si dicono un sacco di luoghi comuni sull'altro sesso e si arriva a conclusioni teatrali! 
Buona lettura!

Perché i maschi trovano sexy quei punti del corpo che noi consideriamo ripugnanti o, tutt'al più, insignificanti? Perché ci ostiniamo a curarci i capelli, le unghie, perché compriamo creme antirughe, indossiamo bianchieria intima di seta e ci distruggiamo le palpebre a suon di ombretti? Tanto loro queste cose non le guardano, loro hanno le fisse - quelle parti del nostro corpo (solitamente noi le odiamo, o le consideriamo di poco conto) da cui non riescono a togliere occhi e mani di dosso.
Parliamo delle tette grosse - ne vanno pazzi, e questa è cosa nota.
Una qualsiasi donna che porti dalla quarta misura in su vi dirà che farebbe qualsiasi cosa per farsi ridurre il seno, perché lo trova imbarazzante, volgare e scomodo.
O la ciccia sui fianchi, croce di ogni Donna degna di tale nome - tutte, anche le più magre come la sottoscritta sono dotate di piccoli cuscinetti adiposi appena sopra le natiche, è una legge della fisica.
Loro le adorano, "le maniglie dell'amore" che noi ci scarnificheremmo di dosso col machete, se solo esistesse un antidolorifico abbastanza potente - quelle che vengono segnate da tutti i vestiti che non siano di almeno tre taglie più grandi della nostra.
E quando andiamo a comprare della bianchieria intima supersexy e lui reagisce allo stesso modo di quando ci becca con le mutande della bisnonna, iniziando a sbavare, ululando e facendo gli occhi da pazzo? 
E i maniaci delle piccole cose? Che non si accorgono se ci tagliamo trenta centimetri di capelli ma vanno pazzi per quel neo insignificante che abbiamo appena sotto l'orecchio sinistro, o quel modo che abbiamo di pronunciare parole banalissime come "Grazie amore mio" che li manda letteralmente in brodo di giuggiole?

Gli uomini sono ben strani.
Ci sono quelli che s'innamorano solo delle stangone con corpo perfetto, capelli pettinatissimi, mai un pelo di troppo, che si fanno il bagno nell'Opium e hanno il cervello di una sogliola e poi si lamentano perché li tradiscono - e quelli che chiedono l'Estrema Unzione per un raffreddore ma quando hai il ciclo e sei nervosetta ti dicono di non fare scenate - e quelli che ci esci e parlano di poesia, di romanzi di Flaubert, di musica classica e di rumore del vento e poi alla prima occasione ruttano come scaricatori di porto, magari guardandoti negli occhi e subito dopo dire che con te si sentono così a loro agio - e i maniaci dello specchio, i maledettissimi di provincia, i musicisti egomaniaci, i pignoli impenitenti, gli ubriaconi e i malvagi, manipolatori, crudeli.



Ci sono uomini di tutti i tipi, penso, e penso anche che ventitre anni siano pochi per dire di conoscerli a fondo - penso anche però che ogni donna di qualsiasi tendenza sessuale essa sia non possa farne a meno, almeno uno, fosse anche il migliore amico gay che ci ruba il lucidalabbra o il fratellino piccolo per cui uccideremmo chiunque, il figlio adolescente stronzo che ci chiama "streghe" e il padre un po' burbero di cui abbiamo dentro l'immagine. Almeno un uomo nella vita serve, perché in quella sconfinata idiozia che conosciamo intorno ai sette anni, quando il migliore amico di scuola ci sputa la gomma in testa perché è innamorato di noi, io credo sia nascosta l'altrà metà del mondo, quella che ci strappa fuori le cose più belle.

31 maggio 2012

Le donne normali, parte II

Ebbene sì, è successo di nuovo. Per chi non lo sapesse, l'argomento mi sta a cuore e ne parlai in questo post, forse meno di un mese fa. Di nuovo, una bonazza patinata in copertina che ci dice che le donne vere non portano la 38, e francamente ne ho abbastanza le palle piene. No, non ho intenzione di ripetermi, fare un'altra polemica inutile su quanto sia offensivo leggere le parole della strafiga di turno (e in questo caso stiamo parlando di una strafiga che mi piace moltissimo, come attrice e come donna) che viene a spiegarci dall'alto dei suoi miliardi e del suo successo cosa sia 'vero' e cosa no, cosa sia 'normale' e cosa invece sia irrimediabilmente sbagliato e sgradevole.
Ma voi avete idea di quanto io possa essermi sentita offesa?
Santocielo, credevo ci fossimo evoluti, credevo che i luoghi comuni sulle bionde cretine, le rosse puttane e le magroline poco autentiche fossero ormai storia passata - invece no, invece di nuovo a sparare puttanate su come dovrebbe essere una donna per essere bella, vera, normale o salcazzochecosa. 
Quindi, siccome ancora non mi sono iscritta a qualche corso intensivo di yoga per risolvere i miei problemini di collera e in questo momento ho le vene del collo che mi pulsano tipo Adriano Pappalardo quando sbraitava 'Ricominciamo', vi dimostrerò una cosa, e per farlo dovrò sacrificare quel poco che rimane della mia dignità e del mio pudore...nella speranza che ne valga la pena, in caso contrario lapidatemi pure.


Foto odierna: ancora a letto, il ritorno di Gesù Cristo.

Foto odierna: sveglia da pochi minuti, senza nemmeno essermi lavata la faccia.
Ciao a tutti, mi chiamo Vanna e guarda caso porto una 38, mi faccio gli autoscatti appena sveglia e completamente struccata, non mi vergogno delle mie costole né dei miei capelli privi di senso, non ho una troupe di fotografi e truccatori professionisti nascosta nell'armadio, e Vanity Fair non mi metterebbe in copertina neanche quandi farà freddo all'inferno.
Sono Vanna, sono vera e normale e porto una 38 e a volte mi cola il trucco e se percaso dimentico di depilarmi vengo scambiata per un orsetto marsicano, sono Vanna , sono vera e normale e imperfetta e proprio per questo motivo non verrò a raccontare a voi quale taglia debba portare una donna vera e normale e imperfetta, perché non lo so nemmeno io, e anche lo sapessi non sarebbero affari miei.


Sono Vanna, porto una 38 e alla faccia di Kate Winslet non solo sono irrimediabilmente vera, sono anche bellissima, bellissima così - e sono certa che lo siate anche voi, lo siamo tutte quando ci sforziamo di crederlo, fidatevi di chi l'ha voluto imparare a ogni costo per non soccombere, fidatevi di me.

29 maggio 2012

Il ragazzo di sinistra, parte I

Il ragazzo di sinistra è una specie umana assai diffusa, sopratutto nella mia vita; ne esistono di due tipi: il Wannabe Radical Chic e il Wannabe Punkabbestia, e sono uno più simpatico dell'altro.
Il ragazzo di sinistra Wannabe Radical Chic indossa Clark, non porta mai t-shirt (fanno eccezione le polo, in piena estate, dai colori smorti come il cachi, il beige o il verde spento) preferendo le camicie, meglio se a quadretti, con le maniche elegantemente arrotolate su avambracci magrissimi e pressoché glabri, da fighettina senza nerbo.
Questo determinato tipo umano di solito ha parecchi capelli, e li ama quasi quanto ama il suo pene e tutti i libri di Pasolini; è fermamente convinto di poter conquistare ogni donna (purché sia di sinistra!) solo guardandola languidamente mentre gira le pagine di un qualsiasi libro politicamente impegnato, citando Guccini come non ci fosse un domani e invitandola a eventi pidocchioso-culturali in circoli ARCI di dubbio gusto e di dubbia ubicazione, essendo le vie centrali decisamente troppo nazionalpopolari meglio andare a infilarsi nei più torbidi locali di Famagosta a raccontarci quanto ci manca Gaber.
Il ragazzo di sinistra Wannabe Radical Chic è pieno di sé al punto che se leggesse questo post penserebbe di me che sono una specie di Chiara Ferragni particolarmente velenosa, dai capelli ossigenati e le scarpe firmate, e che gli preferirei un figlio di papà azzimato e bauscietta, mentre lui punta a donne di un certo livello, prima fra tutte Concita De Gregorio di cui, ne sono sicura, cerca le foto dei piedi su Google quando si sente solo.
Sì, perché il Wannabe Radical Chic è raffinato in tutto ciò che fa: i libri che legge sono sempre i più di nicchia, i film che guarda sono sempre i più concettualmente esaltanti, le donne che si porta a letto sono sempre le più interessanti, e i suoi gusti sessuali raramente sono gli stessi di quelli del volgo.
Il Tipo in questione non dirà mai di una donna che ha un bel seno, o un bel culo, o una bella bocca: lui vi dirà che di una donna guarda tendenzialmente i piedi, le unghie, le sopracciglia e i tendini, tettecculo son cose da poveracci - di portafogli e di spirito.
Il Wannabe Radical Chic non dorme, riposa.
Non mangia, degusta.
Non beve, sorseggia.
Non studia, s'istruisce.
Non lavora, ma s'impegna politicamente affinché il mondo del lavoro possa essere migliore per tutti, perché il Radical Chic vi dirà sempre, in qualsiasi periodo storico, che non c'è lavoro.
E se gli chiederete quale tipo di lavoro va cercando, senz'imbarazzo alcuno vi risponderà che lui ci ha provato, hai voglia se ci ha provato, a farsi assumere come amministratore delegato dell'Adelphi ma proprio non l'hanno preso, sistema ladro e mafioso e capitalista e squallido che non premia i giovani di talento dall'ambizione vorace (e il cervello pieno di ovatta).
Inoltre, i Wannabe hanno il senso dell'umorismo di un opossum morto, sono permalosi e vanesi, e fondamentalmente incapaci di prendersi responsabilità: alle responsabilità preferiscono il vittimismo gretto e la superbia senza freni inibitori, probabilmente se potessero clonarsi passerebbero la giornata a palparsi il sedere e a dirsi quanto sono belli.

Vi sono solo due luoghi al mondo che permettono a questa specie di sopravvivere e proliferare serenamente, dato che oltre a quanto già elencato son misantropi di natura: i circoli ARCI di cui sopra e naturalmente le università, di solito alla Facoltà di Lettere&Filosofia e/o Giurisprudenza.
Alla Statale di Milano infatti abbiamo la più grande riserva italiana di questa razza che non si sta affatto estinguendo, è facile osservarli in Chiostro ogni giorno a guardare sottecchi e con disprezzo i loro cugini di secondo grado (i Wannabe Punkabbestia, di cui parlerò in seguito) e con vaga compassione tutti gli altri.
Ma se percaso compare una ragazza (una ragazza di sinistra!) a pochi metri dal loro perimetro allora eccoli i novelli Bertinotti farsi re della scena, con passo felpato tirar fuori dalla tracolla in similpelle un volantino rosso e un invito galante a qualche evento delcazzo, come dicono a Oxford, dal titolo sempre ambiguo, e sempre pallosissimo: 'Il Nome della Prosa, letture di testi civili da Umberto Eco a Asterix&Obelix', 'Harry Potter e il camice di Monti, aperitivo letterario e riflessioni sul piccolo mago fascista', 'Come essere di sinistra e scisci senza ostentare troppo la grandezza del portafogli e del pene', e vai di sorriso incantevole e spiegazioni sommarie, il tutto condito da lunghe lunghissime occhiate ciglia contro ciglia (come già detto, loro non sono superficiali, loro le donne le guardano negli occhi) e lo scambio dei contatti Facebook, 'anche se non lo uso mai'.

E le ragazze, oche che non sono altro, invece che fare la cosa più furba (scappare urlando che la Corazzata Potemkin è una cagata pazzesca) di solito ci cascano e ci cascano con tutte le scarpe, fino a che il Wannabe non le lascerà col cuore spezzato dicendo loro che purtroppo è la società a privarci della voglia di avere una relazione stabile, e io ti amo ma amo di più il Neorealismo, non possiamo stare insieme devo unirmi ai Nuovi Partigiani, e davvero ci tengo tanto a te ma se voglio vincere queste elezioni universitarie dovrò andare a letto col Magnifico e mi spiacerebbe farti male.

Il Wannabe RC ha il suo fascino, è vero, ma è un fascino finto e preconfezionato tale e quale a quello dei dolci industriali: a guardarli ti sembrano buonissimi e pieni di gusto, ma se ne mangi uno ti nausea quasi subito e non avrai mai voglia di provarne un altro, perché fondamentalmente sono tutti uguali, asettici e finti, van bene giusto per le serate in cui la fame da eccessi di alcol e droga rimbambisce le pareti dello stomaco, ma francamente nessuno li mangerebbe ogni giorno per colazione.
Io preferirò sempre un cornetto caldo, grasso e simpatico: costa di più ed è raro trovarne di buoni, sporcano le mani e ti riempiono di briciole e di zucchero a velo, saranno dozzinali...ma almeno sono autentici, e proprio perché sono cucinati freschi ogni giorno nessuno è mai uguale all'altro, ognuno ha un sapore che è tutto suo e che può farti felice per un giorno intero - con quegli altri, quelli di cui sopra, magari al momento ti sembra di goderci un sacco, ma alla lunga non ti restano altro che calorie da bruciare, saporacci sul palato, e sensi di colpa da gestire.

16 maggio 2012

De Facebook Natura

Le dieci cose che compatisco, nella fattispecie...su Facebook.
E badate bene, non dirò che le odio, perché l'Odio è un sentimento nobile che provo per altre cose, peggiori di questa: quelli che non tengono la destra sulle scale mobili in metropolitana, loro sì, loro sì che meritano quanto di peggio ci sia al mondo.
Le cose che compatisco invece non è che mi disturbino nel profondo del cuore, diciamo che mi fanno quotidianamente arricciare il naso, mettere le mani tra i capelli, sibilare stancamente 'ossignore', e nonostante questo...sì, sto su Facebook, e probabilmente ci starò fino all'ultimo giorno della mia vita; amo quel social network, non mi nascondo dietro a snobismi preconfezionati, adoro Facebook perché è utile, perché mi fa sorridere, perché nutre il mio egocentrismo, perché è semplicemente parte della mia quotidianità come il caffé al mattino e il cioccolato prima di dormire, tutte le sere, ma ciò non toglie che certe cose sarebbe meglio se non ci fossero.
Ecco quì una breve lista, che l'atteggiamento conciliante nei confronti dell'umanità vi accompagni sempre, come accompagna me in questo mercoledì particolarmente ventoso e luminoso.

1) Le foto di pessimo gusto, gonfie di sangue e morte; dal cagnolino squartato al pedofilo appeso per i testicoli a qualche palo in medioriente - insomma, fate un po' quello che volete, anche una gigantografia da appendervi in camera se pensate sia giusto, ma evitate d'insozzarmici la bacheca, non serve a niente e fa anche un po' schifo.
2) Tutti, e dico, tutti i links con Vin Diesel, che poveraccio ha SEMPRE la stessa faccia ed è SEMPRE associato ai soliti concetti: rispetto per tutti, confidenza a nessuno - credo in me stesso e lotto per ciò che voglio - non è la ricchezza a rendere grande un uomo, ma la sua umiltà - mi parli dietro perché io ti sto davanti, e altre amenità del caso.
3) I vari 'condividi se hai un cuore', io un cuore ce l'ho, ma questo non significa che dovrò postare sulla mia bacheca una sfilza infinita di ragazzini pelati, bambini down, cani malati e vecchietti storpi, di nuovo, non serve a niente ed è abbastanza di pessimo gusto.
4) Personaggi dal cervello piccino picciò che impostano come città in cui vivono Miami, New York, Dubai, e poi scopri che mai sono andati oltre Busto Arsizio e vivono a Rovello Porro.
5) Le pagine (di cui ho nascosto tutti i post) che pubblicano a ripetizione links di notizie improbabili e sopratutto poco interessanti: INCREDIBILE, GUARDATE COSA FA QUESTA RAGAZZA CON UN LIBRO DI CAMILLERI ATTACCATO AL CLITORIDE!!! SENSAZIONALE LADY GAGA SENZA TRUCCO!!! SCIOGLIE I FIGLI NELL'ACIDO E POI LI USA PER RIFARE L'INTONACO, GUARDATE COS'HANNO FATTO A QUESTA MAMMMA!!! A parte, e al popolo che gliene frega? Ma sopratutto, c'è qualcuno che ci crede sul serio?
6) Ultimamente, le varie vignette e/o barzellette sul Governo Monti da parte di esseri umani che rasentano il semianalfabetismo, a malapena saprebbero trovarsi il culo con le mani ma hanno comunque la superbia di scrivere in capslock come rimediare al disastro combinato da un tizio pelato ed erotomane che sicuramente hanno votato.
7) Gli amici, o presunti tali, che vivono all'altro capo del mondo e t'invitano ai loro eventi; abito a Milano, perché mai dovrei riuscire a venire al battesimo del tuo cuginetto di secondo grado a Trapani, quando ci siamo visti una sola volta e nemmeno ci eravamo troppo simpatici?
8) Chi non può proprio fare a meno di passare da impegnato, a single, a relazione aperta e/o complicata almeno ogni due giorni.
9) I pazzi sadici e mitomani che quando qualcuno, dopo anni magari, passa da impegnato a single accorrono a mettere 'mi piace', ma come fa a piacerti maledizione? Sei una persona orribile!
10) Le coppie col profilo in comune; che tu li aggiungi agli amici, ti vien voglia di sapere come se la passa il tuo compagno d'asilo e ti risponde una tizia folle, gelosa e incazzata chiedendoti cosa diavolo vuoi, chi sei, e se hai percaso intenzione di mettere le manine sul suo fidanzato, che non vedi da decenni e sembra si sia appena mangiato un grassone.

4 maggio 2012

Le donne normali

Dite che sono polemica, dite quello che vi pare, però è giunto il momento di levarmi dalla scarpa questo sassolino che è ormai diventato delle dimensioni di una castagna, e comincia a farmi male alle dita: le donne magre e le donne in carne, le donne che avrebbero oggettivamente bisogno di prendere qualche chilo e quelle che invece dovrebbero effettivamente perderlo. L'idea mi è venuta oggi quando sfogliando Vanity ho visto un servizio di lingerie che aveva come protagonista una modella taglia forte, questa modella:


Si chiama Tara Lynn, è una taglia 52 ed è bellissima, non esattamente il mio genere ma bellissima.
E fin qui tutto bene, il punto è che non sopporto che ogni articolo concernente modelle taglie forti le definisca 'donne normali'. Questa non è normale, perdio! Questa è una strafiga che fa impallidire i passanti, le donne normali sono altre - e guarda caso non stanno sulle riviste di moda ma in banca, alla posta, nei ristoranti, tra i banchi di scuola, a dirigere il traffico in mezzo alla strada, alcune persino in Parlamento. Ciò che non sopporto è il definire 'normale' una donna solo perché dotata di carne, di ciccette, di curve e di seni prosperosi. E tutte le altre? Tutte le altre che sono più magre di Kate Moss, solo senza il suo viso che spacca le macchine fotografiche e finisce in copertina di Vogue, che cosa sono? Mostriciattoli rachitici col sex appeal di una carota cotta? Anoressiche impenitenti e superficiali che si sono fatte spappolare il cervello dai canoni estetici del terzo millennio e vogliono essere magre a tutti i costi? O forse semplicemente donne normali, sì, anche loro, che ingurgitano un quantitativo spropositato di schifezze ma non ingrassano e però hanno comunque i brufoli, i baffi, il naso grosso, gli zigomi inesistenti e gli occhi spenti? Donne normali che nessuno si sognerebbe di sbattere sulla copertina di Vogue, magre o grasse o prosperose o rachitiche che siano?

A me sta bene comprare un giornale e sfogliare pagine e pagine di ciò che io non sono e non sarò mai; mi va benissimo, forse il giornale lo compro proprio per quello, per guardare le modelle dagli occhi languidi, coi loro capelli sempre perfetti, i corpi mozzafiato e abiti che non indosserei nemmeno se mi sposassi un Pirelli, semplicemente perché a me non starebbero bene. Ciò che non accetto, ciò che proprio non sopporto, ciò che mi fa letteralmente saltare i nervi è sentirmi definire 'anormale' solo perché madre natura mi ha dotata di un corpicino ossuto e spigoloso che è sempre stato così e tale rimarrà nei secoli dei secoli; mettono in copertina una bonazza da panico completamente photoshoppata (vedi Monica Bellucci, settimana scorsa) e ci dicono che lei è normale, perché mangia la pastasciutta a pranzo e a cena e non si vergogna di entrare in un negozio e chiedere la taglia XXL. E grazialcazzo questa è bella come il sole, io porto una 38 e venderei mio padre agli zingari per essere come lei non glielo dice nessuno?

Insomma, vogliamo fare un servizio di moda o lingerie con donne normali, e normali sul serio, che hanno imparato ad accettarsi? Facciamolo, mi rendo disponibile per un primo piano del mio mento sfuggente, delle mie caviglie da quaglietta, della mia pancetta flaccida e rotonda come quella di un undicenne sovrappeso, delle ossa del costato che sporgono tipo Gesù sulla croce, ci sto; e insieme a me trascino tutta un'altra serie di donne normali, magari anche un po' datate, dalla mia splendida nonnina all'assistente del dentista coi fianchi larghi e il sorriso incantevole, però vi prego...smettetela di prenderci per il culo, non chiedo altro.
Continuate a riempire le pagine con strafighe dai capelli da sogno e gli occhi da gatta, di qualsiasi taglia e peso, e diteci quello che meritiamo di sentirci dire: la verità, ovvero che mai, mai nemmeno in un milione di anni saremo belle così, e noi ne saremo felici lo stesso - perché le donne normali sono piene di risorse, gradirebbero solo non essere prese in giro.

27 aprile 2012

E dalle macchine per noi, i complimenti del playboy

Io non sono una strafiga, e non lo dico con orgoglio; insomma, pagherei una decina delle mie presunte qualità morali per somigliare alla gemella sciatta di Angelina Jolie, o alla zia colitica di Megan Fox.
Non sono nemmeno brutta, sia ben chiaro; sono normale tendente al grazioso dopo trucco e parrucco e normale tendente all'orrendo prima di trucco e parrucco, appartengo alla vastissima categoria delle 'carine ma niente di che'.
(Che poi, certo, i gusti son gusti! Diversi fidanzati, amici, anziani parenti e sbronzissimi gay isterici mi hanno definita bella, bellissima, stupenda - e sicuramente un numero piuttosto elevato di persone avrà altresì pensato di me che sono cozza, irrimediabilmente cozza, tristemente e definitivamente cozza).
Carina, ma niente di che; nessuna falsa modesta, nessuna sincera superbia, solo un'opinione maturata col tempo, un giudizio assolutamente oggettivo su ciò che vedo tutti i giorni davanti allo specchio, ho una buona e cattiva parola per tutto, il mio aspetto fisico non fa eccezione - e non sono nemmeno una bellezza 'volgare' o appariscente, non ho occhi da gatta, gambe lunghe o curve mozzafiato, il mio corpo è stato definito 'efebico' nel migliore dei casi e 'rachitico' nel peggiore, indosso i tacchi raramente, la gonna altrettanto raramente e il mio look quotidiano è decisamente 'nu jeans e 'na magghietta, come ululava Nino D'Angelo.
E per farmi notare non ho nemmeno più quella lunghissima e bellissima chioma di capelli biondi che mi sono portata dietro per anni, ora ho un taglio giovane e birichino e maledettamente importabile che ricorda un po' quello di Hugh Grant primo periodo - insomma, davvero niente, niente che indurrebbe un Dante qualsiasi ad ammutolirsi al mio passaggio, per poi scrivermi poesie d'amore.

Allora, di grazia, qualcuno vorrebbe spiegarmi perché due settimane fa un autista dell'ATM ha pensato bene di mimare una fellatio mentre mangiavo un gelato aspettando di attraversare la strada? E oggi, nemmeno un mese dopo, un tassista frustrato ha mimato invece un cunnilingus alla mia direzione intanto che stavo seduta sulla 94 a guardare Milano con la fronte appiccicata al finestrino?

Dio, io la odio questa categoria di MIM (Molestatori Innocui Metropolitani), la odio.
La odio fondamentalmente perché è stupida, cafona e sopratutto codarda.
Insomma, l'esibizionista masturbatore ha pur sempre un certo carisma se per hobby gira nei parchi a calarsi le braghe davanti a ignare passanti; il fischiatore solitario di solito concede un sorriso, e poi il fischio ha quel gusto un po' retrò che fa molto film di Fellini; le varie manine morte, che in realtà sono incredibilmente vive, sui mezzi pubblici almeno ci mettono la faccia, e non solo quella, e comunque hanno il coraggio di esporsi anche se la folla urlante non vedrà l'ora di linciarli a fatto avvenuto. 
Invece quelli come il caro autista, il caro tassista, i playboy su quattro ruote nessuno escluso, li manderei tutti a farsi fottere da Satana in persona - fanno un lavoro noioso, bene, anch'io non sempre mi diverto a studiare centinaia e centinaia di pagine sull'importanza dell'architrave nel teatro greco, eppure non mi metto a cantare ollellé ollallà ai miei compagni di corso, magari fissandoli ostinatamente sotto la cintura.
Quindi, le cose sono due: o da giorni giro con un cartello attaccato alla schiena che recita 'sono portata per il sesso orale' a caratteri cubitali, o il mondo è pieno di teste di cazzo volgari, cafone e sciocche, che non hanno nemmeno il coraggio di stare fermi al loro posto dopo aver detto o mimato la loro stronzata e prendersi il vaffanculo che loro spetta, ma scappano veloci sulle ruote di cui lasciando ragazze come me basite e incredule che tanta pirlaggine, perché di questo si tratta, sia stata posta da Dio nel grande disegno di tutte le cose.
Che poi, non è lo sbigottimento dovuto a cotanta stupidaggine a infastidirmi, è quella sensazione vaga e impalpabile di 'colpa', che mi porta chiedere al mio fidanzato se percaso sembro una facile, se questa mise non mi fa sembrare un po' troppo discinta, insomma...come se fosse colpa mia, colpa mia che sto sull'autobus schiacciata tra un centinaio di persone e sto andando in università, colpa mia che preferisco il gelato nel cono piuttosto che nella coppetta, colpa mia che oggi mi facevo schifo da sola ed ho deciso di indossare la gonna, colpa mia che non cammino con gli occhi bassi.
Ma forse dovrei, forse le nostre consorelle arabe camminano con gli occhi bassi per evitar di vedere quanto può essere cretina la gente, dovremmo imparare tutte da loro. 

24 febbraio 2012

Disaster Date

Come già detto, ieri ho avuto la febbre; niente di mortale, come tutti ho ciondolato per casa in pigiama drogandomi di tachipirine e the caldo per tutto il pomeriggio ed anche tutta la sera, e naturalmente ho fatto un po' di muffa davanti alla televisione. Negli ultimi anni io ho sviluppato un rapporto abbastanza particolare con quest'oggetto, ovvero passano anche tranquillamente mesi senza che io l'accenda, non fosse che quando mi stendo sul divano con la copertina di lana ed il telecomando Sky tra le mani allora non me ne stacco più, e come ieri, ci ho passato davanti circa sei ore dimenticandomi persino di fare pipì e di portare fuori il cane, che invece di fare pipì non si dimentica affatto e a mezzanotte ho dovuto pulire le scale mentre la cagnolina in questione, che si chiama Lilli ed ha sedici anni, mi guardava da lontano sfidandomi ad arrabbiarmi con lei.
Detto questo, tra un paio di puntate dei Simpson, uno speciale su Angelina Jolie, uno su Micheal Jackson e svariati servizi delle Iene mi sono imbattuta in Disaster Date.
Disaster Date è un programma molto simpatico che trasmettono su MTV intorno alle 19, in cui a dei poveri malcapitati vengono organizzati appuntamenti al buio fittizi con esseri umani improbabili che incarnano tutto ciò che essi aborrono nell'altro sesso; è divertente, sul serio, ho visto una tipa che detesta Tiger Woods ritrovarsi a mangiare giapponese con un tizio in tenuta da golf che dal nulla si è messo ad organizzare una partita in mezzo al ristorante, ed un'altra ragazza imbarazzata dal suo seno troppo grosso che beveva un caffé con un tamarro che continuava a gridare 'ehi, belle tette!', e via dicendo.
Ovviamente dopo 60 minuti viene svelato lo scherzo, i protagonisti vincono un dollaro per ogni minuto passato in compagnia dello squilibrato in questione e poi tutti si fanno una gran risata; mi rammarica, mi rammarica molto che questo programma non esista anche in italia, perché mi piacerebbe iscriverci una delle mie BF (di cui conosco ogni psicosi) o perché no, vedere qualche mio compagno di corso costretto a passare 60 minuti in compagnia di una shampista che gli urla di essersi appena soffiata il naso con un manoscritto quattrocentesco.
Detto questo, mi è venuto in mente di fare una lista di cose che non sopporterei nell'altro sesso ad un primo appuntamento, ovviamente al buio, e che voi tutti potreste usare se mai vi venisse voglia di farmi partecipare a Disaster Date, per vedermi impazzire in televisione.
Quindi, io Vanna nel pieno delle mie facoltà mentali non sopporto

1) Gli uomini senza senso dell'umorismo, del tipo che io dico 'oh sì, naturalmente Maurizio Costanzo è l'uomo più sexy del mondo' con evidente sarcasmo e loro rispondono 'ma come fa a piacerti? Cioè, non preferisci Antonio Banderas? Sei proprio strana...'.
2) Gli uomini che trovano divertenti i Cinepanettoni e derivati, 'prrrr-anvedichebuciodeculo-stofiodenamignotta-prrrrrr-anvedichezinne-mammamiacommesto' e magari ne recitano le spassosissime battute a gran voce stupendosi se tu non ridi, o sei non hai eletto Massimo Boldi a tuo idolo personale.
3) Gli omofobi, poiché avendo io un numero pressoché incalcolabile di adoratissimi amici omosessuali non credo resisterei più di cinque minuti in compagnia di uno che esordisce dicendo 'io non ho niente contro i gay' e poi mi chiede se indossano i tacchi alti il venerdì sera e se pensa che ci proverebbero con lui, perché nel caso sarebbe una buona idea organizzare due feste separate al mio compleanno, 'una con i ricchioni ed una senza' ma mica perché sono omofobo, ti pare, è solo che mi fanno un po' impressione...come i ragni, ecco, però non ucciderei mai un ragno, ma se lo trovo a passeggiare sul mio corpicino eterosessuale allora lo brucio e poi me lo mangio.
5) Gli uomini che non offrono da bere al primo appuntamento; è una questione di principio, di galanteria, di gentilezza, una cosa che si fa al primo appuntamento e poi volendo, MAI PIU', davvero...quindi se sono in cerca del portafogli e ti dico ingenuamente 'no, lascia, faccio io' ti chiedo come minimo di amputarmi le mani, spararmi in un ginocchio e pagare tu, non permettermi assolutamente di pagare io, sii furbo, ti sto mettendo alla prova.
(Postilla, se mi permetti di pagare perché comprendo che sei terrorizzato all'idea di contraddirmi allora sì, potrei perdonarti; se invece lo fai perché appartieni alla categoria 'braccino corto' allora dimmi, mi accompagni a casa tu o prendo un taxi? Facciamo che prendo un taxi).
6) Gli uomini che si presentano ad un appuntamento vestiti e pettinati come se stessero andando agli Oscar, unti di gel, di dopobarba e di cremina antirughe, con la cravatta, il papillon, le bretelle e le scarpette di vernice lucida buone forse a ballare il tiptap, non certo per portarmi a bere una birra.
7) I leghisti latenti con kefia al collo che trattano male i ragazzi che vendono le rose; non la voglio la stramaledetta rosa, non sei costretto a comprarmela, però evita di trattare il poveraccio in questione come se ti stesse fregando il portafogli e magari di chiamarlo 'negro' a mezzavoce, sorridendomi con complicità, perché è molto probabile che io stia già telefonando al servizio taxi di cui sopra.
8) Gli uomini monotematici che sarebbero in grado di passare anche due ore a parlarti di un argomento specifico, magari scientifico, tipo l'importanza del P Greco nella geometricafisicapplicata di cui tu non capisci assolutamente niente e che pretendono il massimo interesse dell'auditorium, peccato che in quel momento l'auditorium sia tu, nient'altri che tu, che hai iniziato ad avere difficoltà con la tabellina del sette e lì hai deciso che la scienza proprio non faceva per te.

Detto questo, sono nelle vostre mani; non vedo l'ora che Disaster Date arrivi in italia, e se mai dovessi tornare single vi prego, vorrei un sacco vincere 60 euro per passare 60 minuti in compagnia di un ragazzo che incarni tutte ed otto le caratteristiche, non fosse che mi conosco bene, è probabile che l'appuntamento finisca dopo quattro minuti o che invece di guadagnare 60 euro guadagni 60 anni di galera, ma ne sarebbe comunque valsa la pena.