expr:class='"loading" + data:blog.mobileClass'>

14 giugno 2012

Cose che avrei voglia di fare

Farmi offrire una birra, mangiare sushi con le mani e un goccia di salsa di soia che mi scivola sul mento, sbronzarmi e svegliarmi come mio cuggino in un fosso che gli mancava un rene, imparare a giocare a biliardo anche se non ho mai avuto la costanza di imparare niente in vita mia, ingozzarmi alla sagra del fungo e alla festa del fritto senza che mangiare somigli al camminare nuda in Piazza Duomo, senza che mangiare sia una colpa, qualcosa di sporco, da non fare - o da fare di nascosto.
E poi ripulire il giardino dalle erbacce e preparare la tavola in mezzo ai fiori e all'erba e alle lucertole che s'inseguono, ignorare il vicino di casa bestemmiatore, dimostrare il fascino perverso di un infradito con calzino, ridere fino a sentire male alla pancia tra un verso dell'Eneide e l'altro, insultare la madre di Zequila e poi promettere di non farlo mai più, sentirmi ancora spaventata e vulnerabile ma anche divertente, piacevole, empatica, fuori e meglio di me - e vagamente incredula, leggera, prepotentemente viva, e mettere su un altro paio di chili e somigliare a un panzerotto e portare gonne (imputtanirmi?) e affogare in un vasetto di funghi sott'olio e leggere Montale e lasciarmi toccare il mento, la pancia, le vertebre, le orecchie e le caviglie e vedere finalmente Kung Fu Panda, stilare liste, uccidere una per una le psicosi, chiedermi quand'è stata l'ultima volta che mi sono sentita così timida, smetterla di essere sempre frettolosa ingorda impulsiva imparando l'arte suprema dell'attendere e del valutare, del parlare del conoscere dell'avere timore, appoggiarmi a schiene più larghe della mia ma per pietà nessuno si appoggi a me!, contare perifrasi sulle dita - legarle alle falangi come amuleti, cucirle ai capelli come un rasta, sentirle tremare nelle ginocchia.

Cose che avrei voglia di fare, che ho già fatto, che sto facendo, che rifarei.
Cose che mi brillano dentro, cose che indosso, cose che sento sotto le ciglia, cose che mi prendo, cose che non credevo di meritare, cose che in effetti merito eccome, cose che.

4 commenti:

  1. ragazza questo post mi è piaciuto un casino... veramente... potrei anche renderti omaggio linkandoti ovviamente...
    ciò premesso se impari a amngiare senza sentirti in colpa dimmi come si fa che delle volte faccio fatica pur'io!

    RispondiElimina
  2. Grazie, mi fa molto piacere :) e in realtà purtroppo o per fortuna i 'disagi' col cibo sono cose che vanno molto a periodi, attualmente mi sto ingozzando come un maiale e non ho nessun senso di colpa, è più una cosa legata al malessere diffuso :)

    RispondiElimina
  3. Mann ist, was er isst.

    RispondiElimina
  4. L'uomo è ciò che mangia, giusto? Ok.

    RispondiElimina